I migranti ospiti delle strutture che insistono nella città di Avola nel siracusano hanno deciso di effettuare volontariamente la pulizia delle spiagge. Armati di sacchetti e guanti, circa dieci giovani migranti hanno raggiunto a piedi gli arenili e hanno cominciato a fare pulizia. Spazzatura di ogni genere, non solo quella portata dal mare ma anche quella abbandonata dagli incivili dopo pic-nic e scampagnate. I giovani provenienti tutti dall'Africa hanno deciso di mettere in atto un gesto di grande civiltà ripulendo tutto anche dalle erbacce e di quanto deturpava la spiaggia.

Piccoli gesti ma pieni di significato, i giovani migranti che hanno attraversato il mar Mediterraneo rischiando di morire nella speranza di una vita migliore, fuggendo da guerra e fame, hanno voluto lanciare dei messaggi e dare dei segni. Grande senso civico e voglia di integrazione, questo è quanto hanno dimostrato i giovani che sono scesi in spiaggia per pulire. I migranti ospiti di una delle comunità del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati hanno dovuto sfidare pregiudizi e preconcetti in passato, magari nutriti da conterranei che non hanno dimostrato il loro stesso senso civico e della legalità, ma non hanno desistito. Lo scorso mese di novembre alcuni immigrati ospiti dello Sprar di Avola furono aggrediti e costretti a barricarsi all'interno della comunità.

Alcuni giovani avolesi, che la polizia identificò e denunciò nelle settimane successive, lanciarono sassi e spazzatura nei confronti della struttura dove i migranti erano ospitati. La comunità avolese si è indignata per la violenza nei confronti degli immigrati rivolgendo piena solidarietà.

A qualche mese di distanza i giovani immigrati hanno voluto fare un gesto per la città, per la comunità avolese, decidendo di ripulire da cima a fondo la spiaggia.

Iniziativa che è stata accolta con gli apprezzamenti dell'intera città con in testa il primo cittadino: "Pulizia delle spiagge un grande gesto di volontariato e di integrazione - ha detto il sindaco di Avola, Luca Cannata - con i ragazzi extracomunitari ospiti delle comunità avolesi. Rispetto per l'Ambiente e riconoscimento dei valori umani: ecco il modello di città che stiamo costruendo".

La Sicilia è il fronte che accoglie le migliaia di migranti che affrontano la traversata del mar Mediterraneo a bordo di carrette del mare. Spesso storie di morte, di sopraffazione, di sfruttamento ma ci sono storie, come quelle di Avola, che sono del tutto positive. Storie da valorizzare e da prendere ad esempio per un modello di integrazione fatto di passi vicendevoli, l'uno verso l'altro, di culture diverse e che si trovano a convivere negli stessi territori.