Il biancore sconfinato del ghiacciaio Taylor, nell’#Antartide orientale, all’improvviso si interrompe: nella bella stagione, acque salmastre di colore rosso sgorgano dal ghiaccio. Sono le cosiddette Cascate di sangue. Il fenomeno fu scoperto dallo scienziato ed esploratore Griffith Taylor nel lontano 1911. La scoperta fu naturalmente accompagnata da numerose leggende e ipotesi, con gli esperti che non riuscivano a dare una spiegazione scientifica convincente. Fino al 2003, infatti, si pensava che l’inusuale colore rosso delle acque fosse dovuto alla presenza di alcune alghe, che in altre regioni colorano di rosso i nevai.

L'ultima ricerca svela finalmente il mistero

Se fino al 2003 la comunità scientifica era convinta che si trattasse dell'effetto delle alghe rosse, da lì in poi si è fatta strada l'ipotesi che le Cascate di sangue dovessero il loro colore a una massa d'acqua sepolta sotto la coltre glaciale dell’Antartide.

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Ipotesi questa definitivamente confermata da una #Ricerca pubblicata lo scorso 24 aprile sul Journal of Glaciology (Cambridge).

Le Cascate di sangue sgorgano nell’estremità nord del ghiacciaio Taylor che, esteso per 100 chilometri, fa parte dei monti Transantartici. Grazie all’utilizzo di un ecolocazione chiamato RES (radio-eco sounding), i ricercatori hanno individuato l’origine di questo fenomeno in un lago salato sotterraneo già esistente 1.5 milioni di anni fa.

Quando milioni di anni fa la catena montuosa ha iniziato ad estendersi, il lago salato è rimasto intrappolato sotto una fitta coltre di neve e di ghiaccio: qui, l’acqua salmastra ha grattato il ferro dalle rocce su cui il lago si poggia, tantoché l’acqua che giunge in superficie assume, per il contatto tra il metallo in essa contenuta e l’aria, la colorazione rosso ruggine, molto simile al colore del sangue.

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La scoperta impone delle nuove domande

Analizzando campioni dell'acqua della Cascata di sangue, uno studio del 2009 si era imbattuto nella scoperta di forme particolari di vita batterica. "Adesso si pongono nuove importanti domande: come funziona un ecosistema sotto un ghiacciaio? Come possono resistere sotto centinaia di metri di ghiaccio, e vivere a temperature costantemente fredde, e nel buio, per milioni di anni?", osservava nel 2009 la ricercatrice Jill Ann Mikucki.

La gigantesca pozza nascosta è una sorta di capsula del tempo, unica nel suo genere: non conosco sul nostro pianeta nessun altro ambiente che possa essere paragonato a questo"- concludeva la scienziata.

E ora che la "gigantesca pozza" è stata finalmente scoperta, dallo studio di questo speciale ecosistema, già esistente 1.5 milioni di anni fa, potrebbero arrivare nuove risposte sull'inizio della vita sulla Terra. E chissà, magari aprire anche nuove prospettive per la ricerca di forme di vita sugli altri pianeti.

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