Risulta ormai nota la creazione della banca dati volta a smascherare i falsi incidenti, nonché i falsi testimoni. Il 10 giugno sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il regolamento dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, avente ad oggetto la maxi banca dati composta da tre sezioni: banca dati sinistri stradali, banca dati anagrafe testimoni e infine dei danneggiati. In tale schema vengono registrati tutti i referenti degli incidenti che si verificano, compresi i danni materiali procurati ai veicoli in circolazioneprotagonisti del fatto.

Il termine dei 7 giorni

Le assicurazioni sono tenute a comunicare i dati entro il termine di sette giorni decorrenti dalla richiesta di risarcimento o denuncia. Hanno, però, la facoltà di controllare tutto sulle banche dati ai fini di una valutazione di una probabile frode tale da far scattare un segnale di spia. A tale archivio informatico possono accedere anche l'autorità giudiziaria, gli enti pubblici che attuano finalità di contrasto agli atti fraudolenti nel settore delle assicurazioni e le forze dell'ordine. Dopo cinque anni, i dati di coloro i quali risultano coinvolti nei sinistri, vengono cancellati per questione di privacy. A tal proposito emerge anche un dato che da un po' di tempo diventa sempre più rilevante: la poca attendibilità dei testimoni dopo un ragionevole lasso di tempo.

A confermarlo è intervenuta anche la Scienza.

Testimoni falsi e poco attendibili: perché?

La testimonianza all'interno di un processo assume notevole rilevanza, in quanto il più delle volte viene posta a fondamento della decisione raggiunta. Ma, la scienza ha avvisato su un punto importante: il decorso del tempo. Se passa troppo tempo dal verificarsi dei fatti, i ricordi dei testimoni possono essere non più nitidi e soprattutto condizionati dall'ulteriore evolversi dei medesimi.

Aver assistito, ad esempio, ad un sinistro stradale non rende la persona un testimone oculare attendibile al cento per cento. L'esclusione parziale o totale della credibilità giuridica, esula dalla buona o mala fede. Ad assumere rilevanza è il funzionamento del cervello.L'elemento del tempo, danneggia i ricordi, rendendoli sempre più difformi dal vero.

In sede processuale, spesso, sono i particolari a fare la differenza e a decretare la vittoria di una piuttosto che dell'altra parte, ma le varie diversità delle fasi del trascorrere inesorabile del tempo agiscono proprio sui particolari di una fattispecie generale. Inoltre, se si assistea talune scene forti di un incidente, entra automaticamente in gioco il meccanismo della repressione, che induce alla soppressione involontaria di determinati elementi che sono apparsi inquietanti urtando la sensibilità umana.