Si è svolta mercoledì mattina presso la Sala Blu della caserma “D. Picca” a Bari la conferenza informativa dal titolo “Il #peperoncino nell’alimentazione: varietà, benefici, storia e curiosità”. L’appuntamento, moderato dal giornalista e scrittore Pasquale Pellegrini, è stato organizzato dal Comando Militare Esercito “Puglia” e ha visto le relazioni del presidente dell’Accademia del Peperoncino arch. Mimmo Scarpetta, del medico dott. Michele Grieco e del luogotenente dei carabinieri dott. Giovanni Rubino. Al termine del convegno, dopo i ringraziamenti di rito, il generale di brigata Mauro Prezioso ha consegnato un presente ai tre relatori.

I gradi della piccantezza

«Quello più diffuso in Italia è il peperoncino calabrese, anche se non è molto piccante» ha affermato Scarpetta.

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In effetti, utilizzando la Scala di Scoville, a fronte di 30.000 SHU (Scoville Heat Units) di piccantezza relative alla #capsaicina pura del peperoncino calabrese, il famoso Habanero ad esempio raggiunge un grado di piccantezza pari a 350.000 SHU.

I benefici della capsaicina

Tra gli altri, combatte le allergie, previene la candida e il carcinoma prostatico, favorisce l’attività cardiocircolatoria e riduce la caduta dei capelli. Oltre ad essere un antinevralgico per eccellenza e a favorire l’attività gastroenterica. Inoltre ha un ruolo importante nel prevenire e curare patologie infiammatorie reumatiche e muscolo/scheletriche di vario tipo, patologie dermatologiche, metaboliche e andro/ginecologiche. Ad esempio, essendo ricca di vitamina C, A, E e K contrasta la cellulite e aiuta la pelle a mantenersi giovane.

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«Ovviamente – ha sottolineato il dr. Grieco – il valore terapeutico c’è se lo ci mangia giornalmente o comunque a cicli. È comunque sconsigliata l’assunzione per i bimbi sotto i 12 anni, per le donne in gravidanza e per chi ha malattie gastroenteriche acute».

Nel corso del convegno, tra l’altro, non sono mancati dei consigli culinari, quali l’aggiunta a crudo sul piatto e l’utilità di tritare finemente nel mortaio i semi che sono ricchi di capsaicina.

Le curiosità

Il peperoncino è stato usato anche a scopi di tortura. Ma in alcuni casi rappresenta uno strumento di difesa. «Lo spray urticante in dotazione alle forze di polizia ha una piccantezza del 12% rispetto al 3% dello spray venduto al pubblico». Lo ha sottolineato nel suo intervento il dott. Rubino che ha poi aggiunto alcune curiosità storiche e folkloristiche legate al “nesso” tra il peperoncino e il cornetto portafortuna (entrambi “duri, vuoti, storti e con la punta”). «Ad esempio in molte tradizioni meridionali, il peperoncino veniva dato in dote alle donne che si sposavano per aiutarle in determinate occasioni e se veniva nascosto sotto il cuscino si diceva scongiurasse il tradimento. Inoltre veniva inserito nell’ano dei cavalli o dei muli per farli correre di più o per “ringiovanire” un vecchio cavallo al momento della vendita». #benefici