Se ci fossero delle linee guida, delle istruzioni teoriche da mettere in pratica per assicurarsi la salvezza in un campionato di serie A, una di esse reciterebbe certamente "batti le squadre che ti seguono in classifica". Sembra essere questo infatti il leitmotiv della stagione del #Bologna quest'anno: dei 23 punti conquistati finora dai rossoblu, ben 14 sono arrivati da scontri con squadre che occupano gli ultimi cinque posti in classifica, e solo 3 da partite con formazioni sistemate sul lato sinistro della graduatoria (frutto dei pareggi con Inter, Lazio e Chievo). I 6 punti restanti sono arrivati dalle vittorie con Cagliari e Sampdoria, che precedono il Bologna di un solo punto.

Bologna killer delle neopromosse

La statistica diventa ancora più indicativa se si analizzano solamente gli scontri contro squadre neopromosse: su quattro partite contro Pescara, Cagliari e #crotone (con la vittoria dello scorso sabato a replicare quella dell'andata), i felsinei sono stati in grado di piazzare addirittura l'en plein: 12 punti frutto di quattro vittorie, con 8 gol segnati e solo 1 subito. Questo dato è probabilmente figlio della grande capacità di Donadoni di responsabilizzare i suoi uomini prima degli incontri più delicati, quelle partite che "valgono doppio" proprio perché la vittoria coincide con la sconfitta di una diretta concorrente. Vittoria che, tra l'altro, pone la squadra in vantaggio negli scontri diretti - condizione importante in caso di un uguale piazzamento a fine stagione.

Le grandi fanno paura

L'altra faccia della medaglia è rappresentata dal rendimento quasi disastroso che i rossoblu hanno ottenuto finora contro le formazioni che occupano il lato sinistro della classifica. I tre punti in undici partite sono un dato che deve far riflettere la società e l'allenatore, soprattutto per senso di responsabilità verso una tifoseria orgogliosa, che vorrebbe dalla sua squadra maggiore grinta anche nei match contro avversari favoriti. Ai sostenitori rossoblu non avranno fatto piacere, in particolare, la sconfitta interna contro la Fiorentina (0-1) e gli otto gol subiti nelle due trasferte a Torino (5-1 contro i granata e 3-0 dalla Juventus).

Difesa solida, attacco sterile

Se è vero che difficilmente la porta di Mirante è rimasta inviolata (solo 5 volte), i 25 gol subiti finora - come la Fiorentina - sono un ottimo bottino per una squadra che ha la salvezza come obiettivo. I problemi sono quindi da ricercare più che altro nel reparto offensivo: 18 gol in 20 partite sono uno score piuttosto magro, soprattutto se in attacco hai un giocatore come Mattia Destro, autore in carriera di oltre 50 centri in serie A (quest'anno ancora fermo a sole quattro marcature). Ma le responsabilità della scarsa vena realizzativa del Bologna non possono essere imputate al solo Destro: Krejčí ha più doti da rifinitore, e l'assenza di Verdi (il vero faro del gioco offensivo per Donadoni) non è stata adeguatamente colmata dal giovane Di Francesco e dal fumoso Mounier. La speranza per i tifosi rossoblu è che, con il rientro del talento ex Carpi, la squadra possa tornare a offrire un gioco più brillante e, magari, togliersi qualche soddisfazione contro avversari più blasonati.

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