Il 23 gennaio 2016, dalle ore 15:00 alle ore 17:00, le bandiere delle associazioni LGBT e dei partiti di sinistra hanno colorato Piazza del Mercato, a Brescia. Le parole d'ordine erano "E' ora!" e #svegliatitalia. Per dirlo in modo più immediato, i manifestanti avevano portato con sé sveglie di ogni forma e dimensione, da far squillare all'unisono durante il flashmob conclusivo.

L' "ora", idealmente, era quella di far approvare il riconoscimento giuridico dei nuclei domestici fondati da coppie dello stesso sesso. La manifestazione sosteneva il ddl Cirinnà, tuttora in fase di discussione.

I partecipanti

Protagonista dell'evento, naturalmente, era Orlando Comitato Territoriale Arcigay.

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Ma, nell'elenco degli aderenti, figuravano altri quarantuno, tra associazioni e partiti:

Famiglie Arcobaleno; AGEDO; Purple Planet; Caramelle in Piedi (risposta ironica alle note Sentinelle); EquAnime; Triangolo silenzioso sempre; Al Lavoro con Brescia; Amnesty International; Arci;

Arciragazzi; Associazione Culturale Graffiti; Associazione da Donna a Donna; Associazione volontaria Amici di Gardone Riviera; Brescia per passione; CGIL - Camera del lavoro; CGIL Valcamonica-Sebino; Civica per Del Bono Sindaco; Comitato Civico Salò Magnifica Patria;

Coordinamento Civico area vasta di Brescia; Donne di Cuori; Federazione degli Studenti della Provincia di Brescia; FIOM Valcamonica-Sebino; Giovani democratici della provincia di Brescia; Green Italia; Libertà e Giustizia; M5S; Noi siamo Chiesa;

PD Brescia Dipartimento provinciale diritti civili; PD Città di Brescia; Possibile; PSI; Rete degli Studenti Medi; ReteDem; Rifondazione comunista; SEL; Senonoraquando; SISM - Segretariato Italiano Studenti in Medicina; Studenti Per - UDU Brescia; Teatro Idra; Comitato antiusura della Valle Trompia; Comitato Brescia Altra Europa.

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I contenuti

A parlare per i manifestanti, c'erano cartelli dalle scritte più o meno note: "Alcune ragazze amano ragazze. Fattene una ragione"; "Vogliamo il divorzio anche noi"; "L'amore tra uguali non è poi così diverso"; "Etero? Gay? Bisex? Umano". Allo stand di Famiglie Arcobaleno, era possibile trovare palloncini per i bambini e i libri editi da "Lo Stampatello". 

EquAnime offriva alla consultazione i manuali dell'UNAR per l'educazione alla diversità nelle scuole e l'introduzione al ddl Cirinnà, tratta dal testo disponibile sul sito del Senato

Essa si richiama all'articolo 2 della Costituzione sul dovere dello Stato di tutelare la libertà di realizzazione della persona nei suoi rapporti con gli altri, "non potendosi imporre la rigida alternativa tra il vincolo (sacramentale o legale) del matrimonio e l'assoluta irrilevanza giuridica delle forme di vita associata che da tale modello prescindono (soluzione obbligata, questa, per chi, come gli omosessuali, non possa sposarsi)."

Dell'articolo 29 della Costituzione, che definisce la famiglia come "società naturale", l'introduzione al ddl afferma che "nasceva non tanto per imporre un solo e cogente modello di convivenza, ma per limitare l'ingerenza statale sul terreno delle relazioni familiari."

Domande e risposte

I volantini delle associazioni comprendevano anche una serie di "botte e risposte" sulle perplessità più comuni, in particolare circa la definizione giuridica del matrimonio, l'utero in affitto e la stepchild adoption.

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In particolare, precisavano che il ddl Cirinnà non introduce il matrimonio gay, non prevede adozioni diverse da quella dei figliastri, né consente pratiche di maternità surrogata o fecondazione eterologa. In Italia, rimane valida la legge 40/2004, che esclude single e coppie gay dalle tecniche di fecondazione assistita. #Politica Brescia