Prosegue l'attività del Circolo del Gotico, fondato dalla storica Jennifer Radulovic. Per il cosiddetto "Ponte dei Morti", è stato programmato un altro evento in quel di Brescia: una conferenza su "Il vampirismo storico", fenomeno che ha originato anche rituali di esorcismo.

L'iniziativa è stata replicata nelle date 30 e 31 ottobre 2016, in concomitanza coi festeggiamenti di Halloween. Partendo dalla Torre della Pallata, i partecipanti - a lume di candela - si sono recati al chiostro della chiesa di San Giovanni Evangelista, dove si è tenuto l'incontro - in un apposito auditorium con proiettore.

Mito, storia, letteratura

Come ha ricordato la Radulovic, l'idea di vampiro è collegata a quella di un aristocratico pallido, che succhia il sangue di vittime sedotte.

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Ma questa è un'immagine proveniente dalla letteratura e dal cinema: in particolare, dal racconto "Il vampiro" di J.W. Polidori (1819) e dal film "Dracula" di Tod Browning (1931), con Bela Lugosi quale attore protagonista.

Ben diversi e assai più vari sono i vampiri delle credenze attestate fin dall'antichità. La Radulovic, fra gli altri, ha citato la "Lilitu" sumerica (3000 a.C.), simile alla Lilith ebraica: donna primordiale e madre di demoni. Altro demone femminile è la greca Empusa, così come la Lamia cui è simile e con la quale fa parte del seguito di Ecate, divinità infera e notturna.

In età moderna

"Vampiro" deriva dal serbo-croato "vampir" ed è solo uno dei termini impiegati per descrivere il non-morto bramoso della vita altrui. In francese, per esempio, è "revenant", dal latino "re-venio" (= "tornare").

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Il primo caso attestato di "vampirismo", fra quelli considerati dalla dott.ssa Radulovic, è stato quello del "calzolaio di Breslau (o "della Slesia"). 

Nel 1591, costui si suicidò. La moglie e la cognata nascosero le cause della morte, per sfuggire all'infamia collegata al gesto. Ciononostante, furono avviate indagini. Per di più, numerosi cittadini affermarono di essere stati aggrediti dal defunto. Riesumato, il calzolaio apparve roseo, con denti prominenti e ingrassato. La sua pinguedine aumentava di notte in notte, facendo pensare che si aggirasse per mangiare. Solo bruciandolo, Breslau si liberò dell'incubo.

Il 1732 si guadagnò il nome di "anno dei vampiri", per le numerose denunce di casi simili nell'impero asburgico. A tale data, risale il rapporto "Visum et Repertum", del chirurgo Johann Fluckinger. Esso tratta di Arnold Paole, un soldato austriaco che si riteneva perseguitato da un vampiro. Dopo il suo decesso, diverse persone entrate in contatto con lui morirono in breve tempo.

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Fluckinger trovò i loro corpi in uno stato simile a quello del calzolaio di Breslau.

La dott.ssa Radulovic ha ricollegato il singolare stato dei corpi ritenuti vampiri a naturali fenomeni di decomposizione non conosciuti all'epoca. La superstizione creò curiose precauzioni per difendersi da questi "non-morti": mattoni nelle loro bocche, dislocazione del cranio, paletti nel cuore.

Questo patrimonio portò poi allo sviluppo di un'immensa letteratura. Esempi classici, oltre a quello di Polidori, sono la "Carmilla" di S. Le Fanu (1872) e, ovviamente, il "Dracula" di B. Stoker (1897). Popolarità grandiosa ai vampiri fu data dal cinema, nel cui ambito nacque il tipo della vamp. Prima di questo genere fu l'americana Theda Bara (1890-1955).

Addirittura, l'associazione "Real vampires" raduna coloro che si ritengono - appunto - autentici vampiri. E' proprio il caso di dire che questo mito non può morire. #Halloween #Cultura Brescia