Lazio-#Milan, in programma il 10 settembre alle ore 15 allo stadio Olimpico di Roma, è certamente il match-clou della terza giornata del campionato di #Serie A 2017/2018. Quella tra biancocelesti e rossoneri è sempre stata una sfida intensa e ricca di spunti ed anche in questa stagione conserva intatto il suo fascino [VIDEO]. Per il rinnovato Milan di Vincenzo Montella, desideroso di proporsi come principale antagonista della Juventus, è il primo severo banco di prova. Per la formazione capitolina è la prova del nove dopo due prestazioni in chiaroscuro: la vittoria nell'ultimo turno in casa del Chievo ha sicuramente riscattato il pareggio casalingo a reti bianche con la neopromossa Spal nella prima giornata.

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I rossoneri sono invece a punteggio pieno, grazie ai successi su Crotone e Cagliari. Lazio e Milan si sono sfidate 74 volte a Roma ed il bilancio è leggermente favorevole al club milanese che ha vinto in 21 occasioni, contro i 18 successi degli aquilotti, mentre in 35 circostanze le due formazioni si sono divise la posta. Il bilancio suddetto è relativo ai confronti nel massimo campionato, ma esistono anche precedenti in Coppa Italia, Supercoppa Italia e #Serie B. Questi ultimi sono ricordati certamente poco volentieri dalle rispettive tifoserie, sono relativi ai primi anni '80. Eppure c'è un match in particolare, giocato allo stadio Olimpico proprio nella serie cadetta che va annoverato tra i più belli di sempre per quanto riguarda le sfide tra le due squadre. Era il campionato di serie B 1982/83, in una serie cadetta tra le più competitive di tutti i tempi.

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E quel match, disputato il 19 dicembre 1982, va ricordato a tutti gli effetti come una grande sfida di serie A che solo per tragico errore si disputava nel secondo campionato nazionale.

Lazio e Milan, un triste destino in comune

Di tragici errori alcuni illustri tesserati di Lazio e Milan ne avevano commessi un pò troppi in quell'epoca. Le due società vennero travolte dallo scandalo del calcioscommesse e si ritrovarono retrocesse d'ufficio in serie B al termine della stagione 1979/80. Il Milan avrebbe fatto ritorno nella massima serie dopo una sola stagione di purgatorio, per poi retrocedere sul campo al termine del campionato 1981/82. Per la Lazio, il purgatorio sarebbe durato più stagioni, prima della fatidica stagione 1982/83 quando biancolelesti e rossoneri si presentano ai nastri di partenza del campionato cadetto e sono certamente le due squadre da battere.

La grande sfida dell'Olimpico

Nella stagione 1982/83, la Lazio ha finalmente recuperato Lionello Manfredonia e Bruno Giordano, tornati in campo dopo il biennio di squalifica imposto dalla citata sentenza sul calcioscommesse.

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I rossoneri puntano invece su un gruppo giovane dove spiccano certamente Franco Baresi, già nel giro della Nazionale, Tassotti, Icardi e Battistini. Nella rosa milanista ci sono ben tre ex interisti, ceduti a titolo temporaneo dai nerazzurri nell'ambito dell'affare che aveva portato Fulvio Collovati all'altra sponda di Milano: Canuti, Pasinato e Serena. Il tasso di esperienza è mantenuto dallo 'squalo' Joe Jordan e dal 'flipper' Oscar Damiani. Ad essere onesti, la partenza di Lazio e Milan è tutt'altro che esaltante, ma strada facendo il maggiore tasso tecnico di entrambe finisce per avere la meglio, anche in un campionato duro e muscolare come quello cadetto. La Lazio arriva allo scontro diretto con il Milan da capolista con due punti di vantaggio sui rossoneri ed ha ottenuto sette vittorie nelle ultime otto gare, scandite dai gol del ritrovato Giordano. Per gli uomini di Ilario Castagner un cammino regolare, ma anche qualche clamoroso flop, come la storica sconfitta casalinga con la Cavese (1-2) del 7 novembre 1982. Ad ogni modo c'è il pubblico delle grandi occasioni: quasi 70 mila spettatori che per la serie B sono assolutamente straordinari. Il tecnico laziale Roberto Clagluna schiera Orsi, Podavini, Saltarelli, Vella, Miele, Spinozzi, Ambu, Manfredonia, Giordano, D'Amico e De Nadai; il Milan risponde con Nuciari, Tassotti, Icardi, Pasinato, Canuti, Baresi, Manfrin, Battistini, Jordan, Verza e Damiani.

Classe rossonera, cuore laziale

Con grande disappunto dell'appassionato pubblico biancoceleste, il Milan apre le danze dopo 8' con Damiani, eccezionale a girare di tacco in rete un cross rasoterra di Icardi. La Lazio ci mette più del dovuto a riprendersi dallo choc e dopo 20' Damiani 'rischia' di concedere il bis: imbeccato da Manfrin: il maturo attaccante dribbla anche il portiere, ma la sua conclusione è respinta sulla linea da Vella. Con il trascorrere dei minuti, i padroni di casa trovano la quadratura del cerchio ed a rimettere le cose a posto è il solito Giordano: al 42' il centravanti trasforma con una prodezza balistica un calcio di punizione, il pallone risulta imprendibile per Nuciari e termina nel sette alla sua sinistra. La ripresa si muove sulla falsariga del primo tempo, il Milan inizia in gran spolvero ed al 56' ottiene il nuovo, meritato vantaggio ancora con Damiani, abilissimo a saltare più in alto del diretto marcatore su un cross di Manfrin e ad infilare Orsi di testa sul secondo palo. Il match a questo punto diventa un vero assedio biancoceleste: mancano 2' al termine quando Giordano serve D'Amico il cui elegante pallonetto colpisce in pieno la traversa, il pallone tornato campo tra una selva di gambe è ancora preda di D'Amico che stavolta non sbaglia, facendo esplodere l'Olimpico. La Lazio avrebbe termninato in testa il girone d'andata, ma nel giro di pochi mesi il crescendo del Milan sarebbe stato irresistibile. I rossoneri avrebbero celebrato la loro seconda vittoria nel campionato cadetto travolgendo proprio la Lazio a San Siro, il 15 maggio 1983, con un perentorio 5-1 e la matematica certezza della promozione sarebbe arrivata una settimana dopo a Reggio Emilia. La Lazio avrebbe chiuso seconda, otto punti in meno dei rossoneri, tornando in serie A dopo tre anni. La terza squadra promossa, il Catania, avrebbe raggiunto la meta dopo una coda di spareggi con Cremonese e Como.

Un match da ricordare

Può apparire singolare la scelta di ricordare un match di serie B alla vigilia di una sfida del massimo campionato. La cadetteria fu certo un incidente nella gloriosa storia del Milan, mentre per la Lazio è stato un raro inconveniente (11 campionati dalla stagione 1929/30 ad oggi). Per entrambe però la stagione 1982/83 è uno spartiacque e fornisce l'occasione per risalire dopo un periodo buio condizionato soprattutto da vicende poco edificanti. Alla fine resta l'umilità di giocatori come Tassotti, Baresi, Manfredonia e Giordano di calarsi in un campionato inferiore rispetto agli abituali palcoscenici. Inferiore a quell'epoca, ma certamente mastodontico se paragonato all'odierna serie B. Altro calcio, altri tempi, calcio da nostalgici diranno i fanatici dell'HD molti dei quali, un pò per gioventù, ma anche per colpevole ignoranza calcistica, non conoscono neanche questa bellissima partita. Un match da ricordare, disputato da atleti e uomini degni delle maglie che indossavano, mentre molti dei loro eredi ad oltre trent'anni di distanza devono ancora dimostrarlo.