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Esistono soltanto due modi per acquistare un grande calciatore: il primo è quello di mettere sul piatto una grossa offerta economica per battere la concorrenza. Il secondo è quello di puntare su un talento semisconosciuto e comprenderne le doti prima degli altri. Nella storia del calcio italiano sono state fatte entrambe le cose, anche quando è stato possibile intervenire sul mercato in corso d'opera. Altri tempi, altre disponibilità economiche per le società italiane, probabilmente una maggiore competenza. Nelle ultime stagioni il cosiddetto mercato di riparazione non ha mai spostato gli equilibri [VIDEO] e non sono mai arrivati grandi colpi, ma per trovare un acquisto eccellente fatto a gennaio non bisogna nemmeno andare troppo indietro nel tempo: Radja Nainggolan nel gennaio di quattro anni fa era reduce da tre stagioni superlative con il Cagliari e ne stava disputando un'altra di livello eccelso.

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Si muove la Juventus, ma la spunta la Roma che lo ottiene in prestito oneroso fissato a 3 milioni di euro con opzione di riscatto fissata in due tranches per complessivi 9 milioni. E visto che si tratta di un perno insostituibile del centrocampo giallorosso ed il suo valore sul mercato è di 45 milioni, è stato un grande affare.

Colpi storici

Andando indietro nel tempo ci viene in mente Dejan Stankovic. Nell'estate del 2003 il centrocampista della ex Jugoslavia viene dato ad un passo dalla Juventus, ma l'Inter si inserisce nella trattativa [VIDEO] e riesce a strapparlo alla Lazio ed alla concorrenza nel gennaio del 2004 per 4 milioni di euro. Definirlo un colpo di riparazione è riduttivo, il serbo è tra i giocatori che riscrivono la storia dell'Inter vincendo 5 scudetti, 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe Italiane, la Champions League ed il Mondiale per Club. Chiuderà la carriera in nerazzurro nel 2013 dopo 326 gare ufficiali e 42 gol.

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A proposito di Juventus, come dimenticare Edgar Davids, arrivato in Italia a parametro zero nel 1996 grazie alla sentenza Bosman, colpo di mercato del Milan. In rossonero disputa poco più di una stagione, ma non lascia il segno ed il club milanese pensa di aver fatto l'affare nel dicembre del 1997, quando lo cede alla Juventus. L'olandese costa alla società bianconera 9 miliardi di lire, ma a Torino diventa l'implacabile 'pitbull', vera spina dorsale del centrocampo della Vecchia Signora. Vincerà tre scudetti e 2 Supercoppe Italiane da vero protagonista. Anando ancora più indietro è emblematica la storia di Marcel Desailly: nell'ottobre del 1994 arriva al Milan quasi in punta di piedi, acquistato dall'Olympique Marsiglia per quasi 11 miliardi di lire e ne diventa in breve tempo titolare inamovibile. Difensore o centrocampista, cambia davvero poco per il francese che si conferma a Milano un vero giocatore universale: in rossonero vincerà due scudetti, una Supercoppa Italiana e, soprattutto, la Champions League del 1994 umiliando in finale il fortissimo Barcellona allenato da Johan Cruijff.

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Desailly realizza anche un gol nell'ambito del 4-0 con cui il Milan schianta i blaugrana.

Arriva Romano ed il Napoli decolla

Ci sono dei casi ancora più significativi di come il 'puntello' giusto al posto giusto possa fare decollare una squadra. Nella stagione 1986/87, infatti, il Napoli di Diego Maradona, Giordano, Bagni e Carnevale sembra maturo per lanciare la sfida scudetto, eppure in quell'ottobre del 1986 l'allenatore Ottavio Bianchi comprende che la squadra non è al completo. Manca un uomo d'ordine a centrocampo che viene individuato in Francesco Romano. Sulla carta non è certamente un colpaccio di mercato, il giocatore originario di Saviano, nel napoletano, milita in serie B con la Triestina che lo ha acquistato dal Milan nel 1983. Romano è il tassello che cambia il gioco della formazione partenopea, il Napoli spicca il volo verso la testa della classifica e vince il suo primo, storico scudetto. Chi sostiene che in quella stagione il regista campano fu decisivo tanto quanto Maradona non ha tutti i torti. #Serie A #Calciomercato