Si è chiusa la maratona del governo per il licenziamento della Legge di Stabilità che si appresta ad un passaggio blindato al #Senato; verrà approntato un maxi emendamento che riassume il testo per sottoporlo al voto di fiducia senza preventiva discussione. La casa è stato un capitolo di riguardo, dalla riduzione delle tasse, le agevolazioni sul canone Rai fino all’ultima disciplina degli affitti. Gli ultimi ritocchi prevedevano uno sconto sull’Imu degli affitti a canone concordato, mentre nell’ultima scrittura viene corretta la normativa sugli affitti a nero.

Rispetto del canone pattuito

Pur nell’incognita della sopravvivenza al cursus in Parlamento, la legge-quadro recepisce le indicazioni della Consulta, la quale già aveva cassato la sanatoria sul premio agli inquilini che denunciavano l’omessa registrazione del contratto di locazione.

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Adesso la legislazione in materia dovrebbe farsi più rigida con accorgimenti cautelativi per bloccare tutte le vie di svincolo secondarie che aprirebbero di nuovo al mercato nero. Le nuove disposizioni sono almanaccate all’articolo 13 della legge 431/98 dell’emendamento accluso al testo. Prevede la sanzione di nullità per ogni accordo non corrisposto sul contratto scritto e registrato. Il pagato deve essere corrispondente a quello indicato nella stipula formale. Al bando dunque le cosiddette ‘scritture private’ che non consentivano di tracciare il nero. In scia l’inquilino dovrebbe essere ricompensato del versato extra contratto in tempo a sei mesi dalla riconsegna dell’immobile. Lo schema della norma però soffre ancora di alcuni silenzi e principi di azione chiara, poiché resta vuoto lo schema per riscattare l’integrazione prevista ex lege.

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Verranno nullificati comunque tutti i patti extra con deroghe alle scadenze di contratto fuori dalla durata regolare prevista dalla legge e quelli per riscuotere aumenti rispetto all’accordo iniziale.

Possibilità di rimborso

Contro una legge ancora poco chiara sulle azioni di accertamento, spetta all’inquilino ricorrere per ottenere il risarcimento. Si può impugnare il contratto interpellando un tribunale che ordinerà la restituzione del plus versato in ottemperanza alla legge 431/98. In caso di canone concordato sarà ancora l’autorità a fissare l’importo congruo della restituzione. Il ricorso può essere agito anche quando non ci sia stata nessuna scrittura privata, con la cognizione dell’aleatorietà del caso che rischia di far cadere ogni diritto di ‘integrazione’. #Crisi economica