È appena stato approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto legislativo che recepisce la direttiva comunitaria n. 17/2014 sui «contratti di credito ai consumatori relativi a beni immobili residenziali» (c.d. decreto mutui). Il decreto prevede che l’omesso pagamento di 18 rate del mutuo comporterà la perdita della casa senza che la banca esperisca il procedimento di espropriazione forzata, che richiede il necessario ricorso ad un Tribunale e ad un’asta pubblica. Ciò significa che la banca potrà espropriare la casa e venderla e con il ricavato della vendita soddisfare il proprio credito.

I ‘punti’ della riforma

La riforma non ha effetto retroattivo: quindi non si applicherà a coloro che hanno già sottoscritto un contratto di mutuo, ma soltanto a chi lo firmerà a partire dal 15esimo giorno della pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.

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Cosa importante è che la nuova disciplina non è obbligatoria, ma avrà efficacia solo per coloro che sottoscriveranno un’apposita clausola (cosiddetta clausola di inadempimento). In tal senso, la nuova normative sostanzialmente suggerisce una nuova modalità per la risoluzione contrattuale in caso di morosità del mutuatario: pertanto, istituto bancario e cliente possono scegliere di non inserire questa clausola nel contratto, essendo facoltativa. In realtà, bisogna prestare molta attenzione in quanto la banca sceglierà sempre la soluzione per essa più conveniente dettando le proprie condizioni e lasciando spesso i consumatori privi di alternativa (ad esempio facendo sottoscrivere dei contratti prestampati e quindi non modificandoli).

Sottoscrivendo la ‘clausola di inadempimento’, l’istituto di credito potrà espropriare la casa e venderla dopo sole 18 rate non pagate, senza passare attraverso le procedure legali (pignoramento e asta giudiziaria), ma al tempo stesso il cliente sarà liberato da ogni debito con la medesima banca anche se il prezzo di vendita ed il successive ricavato dovessero essere inferiori al mutuo sottoscritto e quindi al credito residuo.

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Invece – e questo è molto importante – se il ricavato della vendita dovesse essere superiore al debito residuo, il cliente-consumatore ha diritto a ricevere la differenza del ricavato. #estinzione anticipata mutuo #mutuo casa #consolidamento debiti