L'incremento dell'utilizzo dei dispositivi mobili ha portato gli sviluppatori di molte applicazioni a lavorare notevolmente per implementarle e stare al passo con l'evoluzione tecnologica degli #Smartphone e dei tablet. Fra le applicazioni più utilizzate dagli utenti troviamo sicuramente Whatsapp [VIDEO], il noto sistema di messaggistica istantanea rappresenta oramai, insieme a #Telegram e a Messenger di Facebook, uno dei sistemi di comunicazione preferiti dagli utenti smartphone, e che è andata a sostituire i tradizionali mezzi utilizzati da sempre come le telefonate o gli sms. Grazie infatti alle video chiamate o ai messaggi vocali, gli utenti possono infatti essere molto più veloci ed immediati nel parlare con gli altri utenti.

I messaggi vocali o le video chiamate sono solo alcune delle funzioni lanciate da #Whatsapp: una di quelle più apprezzare è la possibilità di creare gruppi chat, luogo virtuale in cui più utenti possono scambiare post e che possono ovviamente essere creati per motivi lavorativi o magari anche sportivi. Pensate ad un team di lavoro, o una squadra, il gruppo è una vera e propria bacheca in cui i membri possono ovviamente rilasciare i loro post. Dicevamo [VIDEO] di come gli sviluppatori lavorino notevolmente per migliorare le applicazioni a volte "esagerando", come è successo a WhatsApp

Multa a WhatsApp per violazione privacy?

L'azienda di Zuckerberg dovrà mettersi in regola entro 1 mese: il motivo di questo è perché il noto sistema di messaggistica istantanea ha aggiunto la condivisione dati al suo servizio con Facebook: [VIDEO] tutto questo per favorire la pubblicità sul social network.

In poche parole, considerando il fatto che WhatsApp e Facebook hanno lo stesso proprietario, attraverso il sistema di messaggistica, si potevano conoscere le preferenze degli utenti. In questo modo Facebook avrebbe mostrato all'utente pubblicità riguardanti proprio le preferenze dell'utente. Ad insospettire gli agenti della CNIL, agenti della privacy francese, è stata la questione riguardante la business intelligence

Infatti Whatsapp non ha mai detto agli utenti che i dati raccolti dal sistema di messaggistica dovessero essere utilizzati a scopi commerciali. Anzi, Whatsapp non ha mai detto agli utenti che avrebbe voluto raccogliere dati dalle loro chat, rappresentando quindi una violazione delle libertà fondamentali degli utenti. Whatsapp quindi dovrà mettersi in regola con i termini stabiliti dagli agenti della privacy qualora volesse continuare con questa raccolta dati. Nel frattempo la CNIL ha chiesto la sospensione immediata di questa raccolta di informazioni a scopo commerciale. Ovviamente il rischio di una multa salata è notevole, sopratutto dopo che Facebook è stato multato di 122 milioni di euro dall'Unione Europea per avere dato informazioni fuorvianti alla commissione europea