Arriva l'ordinanza di custodia cautelare per un ragazzo di ventinove anni che da tempo era violento nei confronti della sua compagna ucraina e nei confronti di un bambino. Le violenze andavano avanti da diverso tempo, ma l'ultima, quella dell'8 giugno, ha fatto scattare l'intervento della volante della questura di Cosenza. Vediamo come si è evoluta la situazione e la dinamica di quanto accaduto.

Continue violenze nei confronti di una donna di 33 anni e del figlio di 10 anni

Gli atti violenti avrebbero avuto inizio nel mese di gennaio per proseguire senza interruzione fino all'8 giugno 2016. In questa data il 29enne ha aggredito la donna e il bambino nei pressi del piazzale Autolinee a Cosenza. L'aggressione era stata immediatamente segnalata alle forze dell'ordine e la pattuglia della questura era immediatamente accorsa sul luogo.

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La pattuglia aveva trovato la trentatreenne in stato di agitazione e riferiva di essere stata aggredita, insieme al figlio minorenne, dal suo compagno. La donna gli aveva comunicato già da tempo la sua intenzione di interrompere la loro relazione. La donna era stata colpita con calci e pugni e inoltre anche il minore era stato aggredito perché tentava di proteggere la mamma. L'uomo aveva tirato un forte schiaffo al bambino facendolo cadere al suolo. Poi lo ha continuato a colpire con calci all'addome e alla testa. La donna aveva trovato rifugio all'interno della biglietteria dove un uomo ha allertato le forze dell'ordine. L'aggressore nel frattempo avrebbe tentato di scappare per fuggire alla polizia. La donna ha sporto denuncia dopo essere stata più volte minacciata di morte.

Il gesto della donna e le indagini delle forze dell'ordine sono state decisive per poter intrappolare l'uomo.

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La polizia ha accertato la pericolosità dell'uomo, le cui iniziali sono M.A., è tramite il GIP è stata ordinato il divieto di avvicinamento all'abitazione e anche ai luoghi frequentati dalla donna e dal bambino. Sembra che la donna ora sia protetta e che finalmente non subirà più violenze. #Cronaca Cosenza