La prima pietra per la realizzazione della diga sul fiume Menta fu posata nel lontano 1985. Sono passati più di trent'anni, e ancora oggi si parla di “crono programma” per stabilire i tempi e le modalità per l’ultimazione. Il primo finanziamento è stato di 65 miliardi di vecchie lire, il secondo di 270 milioni di euro (circa 550 miliardi di vecchie lire) e il terzo, proveniente dalle casse del "Piano per il Sud", è di altri 13 milioni di euro.

Il costo, rispetto all’analisi prevista nel 1985, in sostanza si è decuplicato, ma i benefici per il territorio ancora non si vedono. I lavori sono sempre stati avviati con tanto di cerimonia in "pompa magna", ma fino ad oggi l’ultimazione dello schema idrico sembra una chimera.

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L’inizio dei lavori

I lavori, inizialmente finanziati e diretti dalla Cassa del Mezzogiorno, sono passati nel 2004 per convenzione regionale alla Sorical, che avrebbe dovuto provvedere all'ultimazione dell’opera con i soli investimenti della parte privata, cioè della Veolia S.p.a., ma non andò così e la società finì per essere commissariata.

Questa mattina, il nuovo Commissario liquidatore di Sorical, Luigi Incarnato (già assessore ai Lavori Pubblici durante il governo di Agazio Loiero), nominato di recente al posto di Sergio Giordano, ha presenziato assieme al governatore Mario Oliverio alla conferenza stampa indetta per presentare il riavvio dei cantieri e il “crono programma” per il completamento dello schema idrico della diga.

La politica ha sempre fatto annunci

Dall’inizio dei lavori per la realizzazione del bacino artificiale ad oggi, in più occasioni i Governatori regionali "pro tempore" hanno annunciato l’entrata in funzione della diga e, di conseguenza, l’arrivo di acqua potabile ottima e abbondante nella città di Reggio Calabria.     

Agazio Loiero lo fece tre volte: annunciò l’imminente inaugurazione della struttura prima nel 2008, successivamente nel 2009, e infine nel 2010 (in campagna elettorale) arrivò addirittura ad inaugurarla come se fosse entrata in funzione.

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Giuseppe Scopelliti, nel 2011, dichiarò pubblicamente che entro due anni Reggio Calabria avrebbe avuto l’acqua del Menta, e che quindi nel 2013 sarebbero stati ultimati i lavori, compresa la condotta forzata per alimentare la centrale elettrica collegata al bacino artificiale.  

Una nuova promessa politica

Questa mattina il Governatore della Regione Calabria, Oliverio, ha dichiarato: Oggi riavvieremo i lavori, bloccati da cinque anni senza che nessuno se ne sia mai interessato, affinché possano essere conclusi entro un anno e fornire l'acqua alla città di Reggio Calabria”.

Per i tecnici di Sorical, si tratterebbe di lavori per “bypassare” la centrale idroelettrica, e soltanto con questi interventi si potrà dare la possibilità all’acqua della diga di scendere a valle con pressioni ridotte, per immettersi tramite la condotta forzata nelle vasche di modulazione che alimenteranno l’impianto di potabilizzazione realizzato in località Cataforio, nel comune di Reggio Calabria. Tale intervento provvisionale potrà però addurre soltanto una quantità di acqua non superiore ai 250 litri al secondo, ovvero soltanto il 50 % di quella prevista dal progetto.

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Tra i sindaci presenti alla conferenza stampa, interessati alla conclusione dei lavori della diga, non poteva mancare il primo cittadino di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, il quale ha detto: “Il completamento dello schema idrico del Menta potrebbe essere pronto per la prossima estate. L’arrivo dell’acqua del Menta sarebbe un evento storico per la nostra città. Per questo ritengo – conclude Falcomatà - sia da stigmatizzare l’impegno assunto da Sorical e dagli stessi vertici della Regione che hanno prodotto negli ultimi tempi alcuni significativi passi in avanti in questa direzione”.

Riconducendoci ai fatti del passato, possiamo affermare che a tutt’oggi, gli unici a godere dei benefici dalla diga del Menta sono stati soltanto i politici e non i cittadini di Reggio Calabria.      #Politica Cosenza