Una cosa del genere può accadere solo in Italia. Mentre la Costa Concordia viene trasportata a Genova per essere definitivamente smantellata, il responsabile morale di questa tragedia, il valente e coraggioso comandante Schettino, anziché entrare e uscire dalle aule dei tribunali va alle feste VIP di Ischia, accolto come una celebrità. Evidentemente è nel nostro DNA osannare chi si dimostra inaffidabile, chi si dimostra vile o, peggio ancora, chi è accusato di aver ucciso degli innocenti. Ci piace. Gusti son gusti, sia chiaro. Il comandante Schettino ha fatto affondare una nave, ha abbandonato una nave, ha dato vita a uno dei più grossi disastri italiani e ha negato di esserne il responsabile.

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I magistrati lo accerteranno, ma un accusato come il comandante Schettino non può andare alle feste VIP sfoggiando abbronzatura caraibica e camicia di lino bianca. Il comportamento del comandante Schettino non è moralmente corretto nei confronti delle persone che ancora piangono le vittime.

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Ma l'Italia che a noi piace commentare, invece, è un'altra. L'Italia che si commuove alla partenza della Costa Concordia dall'Isola del Giglio. L'Italia che in tutti questi mesi si è data da fare per riportare quella splendida isola al suo antico splendore. L'Italia che ancora si impegnerà in questo obiettivo. "Non bisognerà spegnere i riflettori", infatti, ha detto il numero uno della Protezione Civile Franco Gabrielli.

Perché? "E' la fine della storia di una nave, di un mostro di ferro, ma non la fine della mia storia con la Costa Concordia. Quella non si può dimenticare", commenta Pablo Lazaro Juan, sopravvissuto spagnolo del naufragio della costa Concordia e del comandante Schettino.

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"Se io dimenticassi la storia di quella notte non sarei normale - ha continuato - non sarei una persona. Quella storia è per sempre nella mia mente ed ancora oggi nei miei sogni".