Non si fermano le indagini per cercare di scoprire la verità sullo schianto dell'airbus A320, avvenuto lo scorso 24 marzo, sulle Alpi francesi, nella zona di Barcellonnette. La strage del velivolo, che era diretto da Barcellona a Dusseldorf, ha provocato la morte di centocinquanta persone (nessun superstite), tra cui due neonati e sedici studenti liceali. Secondo le ultime indagini, il responsabile del disastro sarebbe il copilota Andreas Lubitz, il quale avrebbe fatto perdere volontariamente quota all'aereo, fino a farlo schiantare sulle montagne.

Gli inquirenti, però, stanno valutando anche altre ipotesi, compresa quella di un guasto tecnico, anche se la tesi del suicidio di Lubitz appare al momento quella più accreditata. Intanto, sono emerse altre interessanti indiscrezioni sul copilota, riportate dal sito "Lettera 43". 

Andreas Lubitz era già a rischio suicidio

La procura di Dusseldorf ha reso noto che Andreas Lubitz, prima di iniziare la sua carriera professionale di pilota, era stato indicato come "a rischio suicidio" e per questo si trovava in terapia. A riportare la notizia è il sito "Lettera 43".  La cura psicoterapeutica era, comunque, terminata prima della licenza di volo professionale. La procura di Dusseldorf ha poi aggiunto che mancano le prove che Andreas Lubitz abbia annunciato di suicidarsi prima di salire sull'airbus A320; al momento, non sono state rinvenute lettere che possano contenere una confessione da parte del copilota.

Perciò, non si è ancora capito quale sia stato il movente del possibile gesto estremo di Andreas Lubitz, ammesso che sia stato lui a far schiantare l'aereo, provocando la morte di centoquarantanove persone. Il quotidiano tedesco "Bild" ha infatti riportato una clamorosa indiscrezione, secondo la quale la fidanzata di Andreas Lubitz sarebbe incinta.

Crollerebbe dunque il movente del suicidio causato da una delusione amorosa. Se il copilota aspettava un figlio, perchè avrebbe dovuto togliersi la vita? Intanto, pare che la seconda scatola nera si sia completamente polverizzata: si dovrà per forza fare a meno di essa per cercare di scoprire la verità su quanto accaduto la mattina dello scorso 24 marzo.