Tutto è iniziato quando la Federconsumatori ha nutrito dei sospetti sul fatto che molti rivenditori di prodotti #Apple convincevano gli utenti ad estendere la garanzia annuale dei loro prodotti. Gli stessi infatti incentivavano i consumatori ad acquistare al costo di 69 euro il sevizio ‘Apple Care’, ovvero un’altra garanzia che gli avrebbe permesso di allungare di un altro anno l’assistenza su quegli stessi prodotti. Per questi motivi la Federconsumatori decide di denunciare tale comportamento scorretto della Apple alla competente Autorità Antitrust che apre un'indagine. Segue poi il giudizio davanti al TAR e al Consiglio di Stato che hanno condannato la Apple al pagamento di una multa di 900 mila euro (Consiglio di Stato sentenza n.05253 del 17.11 2015).

Il nocciolo della vicenda giudiziaria riguarda la confusione alimentata dalla Apple nello spiegare la garanzia gratuita obbligatoria e quella prevista per il sevizio ‘Apple Care’, che riguardava invece il pagamento opzionale. Tutto ciò ha dato vita ad un comportamento poco trasparente della Apple, colpevole secondo i giudici amministrativi di aver posto in esser una pratica commerciale aggressiva e scorretta.

Una storia che inizia nel 2011

La storia è iniziata nel 2011 quando molti dipendenti dei negozi Apple e altrettanti operatori del call center di Apple avevano cominciato a ribadire che una volta decorso il periodo di 12 mesi dall’acquisto del prodotto Apple non dovesse più esser fornita l'assistenza. Essi sostenevano che la durata della garanzia non era fissata in 24 mesi.

Era stata dunque ignorata quella norma del Codice del Consumo che prevede che sui prodotti in vendita al consumatore è dovuta una garanzia di due anni compresa nel prezzo di vendita. Il venditore ha infatti l’obbligo di indicare espressamente nelle condizioni di vendita l’esistenza della garanzia legale di due anni. Il TAR sulla scorta di tali motivazioni ha dunque confermato la multa di 900 mila euro comminata dall'Autorità Antitrust alla società perché aveve applicato le norme statunitensi invece che quelle italiane concedendo una garanzia di un anno estensibile solo dietro pagamento ad un altro anno. A detta dei giudici amministrativi sussisteva inoltre anche un difetto di informazione che Apple generava nei propri clienti, posto che non aveva riconosciuto loro un diritto che gli spettava per legge.

Il Consiglio di Stato conferma la condanna della Apple

Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del TAR ritenendo scorretto il comportamento tenuto dalla Apple che quale non tutela il consumatore.

La Apple nel momento in cui ha offerto il servizio ‘Apple Care’ ha fatto cadere in errore il consumatore facendogli credere appunto che la garanzia operasse solo per il primo anno. Gli ha fatto dunque pagare un servizio che era tenuta a riconoscere gratuitamente già all'atto di vendita. La stessa Apple avrebbe inoltre dovuto chiarire meglio i diritti di garanzia gratutia legale e la loro durata biennale. Con la conseguenza che la Apple, proprio per aver commesso una omissione informativa ora dovrà versare al Fisco l'intera somma contestata. Sicuramente la società di Steve Jobs la prossima volta starà ben attenta a spiegare meglio ai suoi clienti le garanzie legali gratuite, rispettando finalmente le normative antitrust. Per info di diritto premi il tasto segui accanto al mio nome.