Negli ultimi giorni l'opinione pubblica mondiale è stata scossa dalla nuova ondata di attacchi terroristici di cui i miliziani dell'autoproclamato Stato Islamico si sono responsabili in Iraq. Sia nella stessa Iraq che in Siria i guerriglieri islamisti radicali si stanno facendo riconoscere per l'estrema brutalità e violenza delle loro azioni, giustificate nel contesto della guerra "santa" che i miliziani dell'autoproclamato Califfato sostengono di combattere contro l'Occidente "crociato" così come contro il resto del mondo considerato "infedele". Oltre al Medio Oriente, c'è da segnalare che notizie sulle brutalità dell'#Isis giungono anche dal Nord Africa, specialmente dalla Libia.

La denuncia di Human Rights Watch

A proposito della Libia, c'è da segnalare che recentemente l'organizzazione umanitaria "Human Rights Watch" ha diffuso un rapporto in cui vengono descritti icrimini di cui si sono resi responsabili i miliziani dell'Isis nella città di Sirte sin dal febbraio del 2015.

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Secondo quanto scritto sul rapporto e riportato sul quotidiano "il Messaggero", i miliziani dell'Isis si sono resi responsabili di aver giustiziato pubblicamente, anche attraverso l'utilizzo della decapitazione, circa 49 individui accusati di essere spie e/o di "aver insultato Allah".

La presenza dell'Isis in Libia

Dopo la conclusione della guerra del 2011 che ha portato alla cattura e all'uccisione di Gheddafi, la Libia si trova sempre di più immersa nel caos e i governi provvisori che si sono succeduti non sembrano aver trovato ancora un'equilibrio per il paese.

Difatti, la nazione è in preda a diversi scontri e/o conflitti interni tra tribù e gruppi armati nonché formazioni di stampo islamista, a cui dalla fine del 2014 si è aggiunta la stessa organizzazione fondamentalista dello Stato Islamico che da quel periodo ha iniziato a conquistare sempre più territori all'interno della Libia. C'è da dire che la presenza e  la rapida avanzata dell'Isis nel paese risultano da non sottovalutare minimamente, sopratutto per l'Italia a causa della vicinanza geografica e degli interessi economici e geopolitici che essa ha in Libia.

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#Esteri #terrorismo