Una bambina affetta da una rarissima cardiopatia congenita è stata salvata grazie ad una serie di interventi e con un trapianto incredibile, effettuati per la prima volta al mondo presso un ospedale torinese.

La bimba cardiopatica dalla nascita

Nata 6 anni fa con una rara forma di cardiopatia congenita - il cuore era formato da un solo ventricolo - ha iniziato sin da subito il suo calvario, fatto di operazioni, terapia e lunghe degenze ospedaliere.

Dopo tutti questi anni l'Ospedale Santa Margherita di Torino era diventato la sua seconda casa, dove ha subito una serie di complicati interventi, grazie ai quali adesso la piccola può vivere una vita normale come quella dei suoi coetanei.

La fine di quello che potremmo ben definire un incubo è arrivata il 18 agosto scorso, quando i medici dell'ospedale torinese, che l'hanno seguita durante tutti questi anni, hanno firmato il foglio di dimissioni ospedaliere, insomma il via libera per poter uscire definitivamente dall'ospedale.

Un sogno che è finalmente diventato realtà, anche se la piccola dovrà essere comunque seguita in questi mesi in maniera ambulatoriale. Ma come è stato possibile tutto questo?

Il primato mondiale per la tecnica adottata

Grazie ad una tecnica innovativa messa a punto nell'Ospedale Santa Margherita di Torino, precisamente dall'equipe del reparto di cardiochirurgia pediatrica, tra cui i cardiochirurghi Carlo Pace e Gabriella Agnoletti.

Come quasi sempre accade ai bambini affetti da cardiopatie congenite, la prima operazione avviene proprio a pochi giorni di vita. Poi si ritorna in sala operatoria quando il bambino ha circa sei mesi ed ancora quando incominciamo a diventare più grandi. Un vero e proprio calvario per i piccoli, ma anche per i genitori che li assistono.

Anche la piccola di 6 anni ha dovuto seguire lo stesso tipo di percorso, ma purtroppo le sue particolari condizioni cardiache - il suo cuore ha subito diversi scompensi cardiaci - hanno richiesto ulteriori interventi e terapie.

Condizioni particolarmente gravi che hanno indotto i medici ad iscrivere la piccola nella lunga lista dei trapianti.

Nell'attesa del tanto atteso trapianto, la piccola ha dovuto combattere anche contro un infarto.

Per aiutarla le è stata impiantata quella che in gergo tecnico viene definita "assistenza circolatoria con una pompa esterna", ma neanche questo è stato sufficiente. E allora i medici che l'avevano in cura hanno provato ad impiantare un cuore artificiale.

Operazione difficile e mai fatta prima in Italia su una paziente così piccola con un cuore così delicato e particolare. Al fine di evitare complicazioni o rigetti, si è adottata una strategia, innovativa e mai applicata prima al mondo, che prevede l'immissione del nuovo cuore in modo graduale. Cosa che ha permesso al corpo della piccola di adattarsi all'apparecchio artificiale.

La buona riuscita di questa fase ha permesso alla piccola di strappare ancora qualche mese alla vita, fino a quando nello scorso luglio è arrivata la notizia che poteva effettuarsi il trapianto di cuore. Altra operazione - e speriamo ultima - che le ha quindi permesso di ritornare ad una vita normale.