Si è molto parlato, in questi giorni, della protesta delle donne polacche vestite di nero che proprio ieri, lunedì 3 ottobre, hanno scioperato contro un disegno di legge che, se entrerà in vigore, impedirà loro di avere voce in capitolo nella più delicata delle questioni, quella dell'aborto.

Il partito di maggioranza della #Polonia si chiama Diritto e Giustizia (la sigla, un acronimo, è PiS) e ne fa parte anche il Presidente della Repubblica Duda. Fondato nel 2001 dai gemelli Kaczynski (uno dei due, Lech, è morto in un incidente aereo, nel 2010), nelle ultime elezioni si è imposto con il 37% delle preferenze: conservatore, euroscettico, difensivista, legato a posizioni cattoliche, in passato il partito si è dichiarato contrario alla legalizzazione di qualsiasi sostanza stupefacente, al matrimonio omosessuale e, nel 2006, ha discusso la possibilità di reintrodurre nel paese la pena di morte.

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Ma l'aspetto più controverso del programma politico del PiS è il disegno di legge avanzato sulla regolamentazione dell'aborto, in seguito a una petizione del movimento Ordo Iuris che raccoglie numerose associazioni anti-abortiste.

L'aborto verrebbe vietato in qualsiasi caso

Al momento la Polonia ha una legge piuttosto restrittiva sull'aborto, simile a quella in vigore in Irlanda (in Italia, abbiamo una legge sull'aborto che prevede delle restrizioni, ma meno rigide): una donna può richiedere la procedura solo nel caso siano presenti malformazioni nel feto lesive per la salute, se ci sia un rischio concreto per la vita o se la gravidanza è il risultato di una violenza sessuale (un medico ha diritto di rifiutarsi di praticare l'interruzione, ma, in ogni caso, alla donna al momento è ancora consentito richiederla).

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L'obiettivo di questo disegno di legge di cui si sta discutendo è proprio quello di eliminare ogni eccezione prevista e di vietare l'aborto in qualsiasi caso, rendendolo illegale e scaricando sul medico, nel caso venga praticato per motivi di salute, ogni responsabilità.

Per questo motivo ieri, le donne polacche hanno scioperato in massa e, anche quelle che non hanno potuto farlo hanno indossato abiti di colore nero, scelta simbolica per esprimere un sentimento di lutto di fronte alla morte delle libertà civili. In un paese dove, secondo i dati, verrebbero praticati dai 100 ai 150 mila aborti illegali l'anno (molti dei quali nei paesi vicini), una legge del genere rappresenterebbe un pericolo enorme per la salute e i diritti delle donne.   #Esteri