L'Italia non sembra voler smettere di tremare dal drammatico agosto di quest'anno. I terremoti si susseguono incessantemente in parecchie zone della penisola, portando con se morte e distruzione. Gli scienziati sono però al lavoro e hanno fornito spiegazioni sulla natura del #sisma e delucidazioni riguardo la situazione attuale dei maggiori vulcani italiani, molti dei quali sono molto pericolosi, come il gigante sommerso Marsili. Sono stati tanti i danni riportati alle strutture, ma questa volta si contano poche vittime.

Propagazione onde sismiche in 3D

L'INGV ha reso disponibile in rete un video in cui ci mostra come si sono propagate le onde del #Terremoto del 26 ottobre.

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Il terremoto avvenuto al confine fra le Marche e l'Umbria alle 21.18, è stato di magnitudo 5.9 e ha interessato le provincie di Macerata, Rieti, Perugia, L'Aquila, Ascoli Piceno. I cerchi di colore rosso indicano un movimento ascensionale (verso l'alto), mentre quelle blu un movimento discensionale (verso il basso). Quando i cerchi hanno un colore più intenso vuol dire che gli spostamenti sono stati molto più veloci. Il video corrisponde alla durata reale del terremoto.

Dobbiamo temere il Marsili?

La gente si sta chiedendo se il Marsili rappresenti un effettivo pericolo per la penisola italica. I timori sembravano essere divenuti realtà quando, il 28 ottobre 2016 alle 22.02, è stata registrata una scossa nelle acque profonde del Mar Tirreno di magnitudo 5.7. Gli esperti ci rassicurano dicendo che non abbiamo nulla da temere, poiché fenomeni sismici del genere sono del tutto normali in zone di contatto fra due placche oceaniche.

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Il vulcano Marsili benché si trovi ad una profondità molto elevata di 3000 metri e si innalzi per ben 2000 metri non è implicato nel sisma registrato il 28 ottobre, poiché quello ha avuto avuto luogo a 470 km di profondità. Non ci resta adesso che attendere altre notizie dall'Istituto Geologico e Vulcanologico Italiano, che ogni giorno svolge un encomiabile lavoro di analisi dei maggiori vulcani italiani.