Per il secondo anno consecutivo, la linea Roma–Lido guida la classifica delle tratte peggiori d'Italia.

Ogni giorno 100.000 utenti raggiungono il Centro, dal quartiere periferico di Ostia, utilizzano la linea gestita da atac, ma i continui guasti e problemi tecnici producono ritardi esasperanti e corse saltate. I treni in servizio sono spesso vecchi di 20 anni, sovraffollati e privi di riscaldamento o aria condizionata, inoltre, le stazioni e le biglietterie non sono presidiate dal personale e i tabelloni elettronici degli orari non sono presenti o sono guasti.

Questo è il quadro dipinto da Pendolaria 2016, lo studio di Legambiente sul trasporto ferroviario pendolare in Italia con la lista delle 10 peggiori linee.

Al secondo e al terzo posto della classifica risultano rispettivamente la Circumvesuviana e la Reggio Calabria-Taranto. La tratta Messina-Catania-Siracusa occupa il quarto posto e al quinto posto troviamo la Cremona-Brescia. Al sesto posto della classifica di Legambiente un'altra linea del Lazio, la Pescara-Roma, mentre le linee del Monferrato per Vercelli e Mortara occupano il settimo. Si colloca solo all'ottavo posto la tratta Bari-Martina Franca-Taranto. Chiudono la classifica delle peggiori linee la Treviso-Portogruaro e la Genova-Acqui Terme, entrambe sono tratte a binario unico.

Il 69% dei treni in circolazione sul servizio regionale italiano supera i 15 anni d’età.

Secondo Legambiente, occorre garantire gli stessi standard di sicurezza e qualità su tutte le linee del Paese, infatti, si riscontrano differenze marcate tra le regioni del centro-nord e quelle del sud.

Solo in pochissime regioni, il caso migliore è la Provincia di Bolzano, il servizio è migliorato.

In tutte le altre è stato ridotto e sono cresciuti i costi delle tariffe.

Secondo Legambiente, la gestione delle infrastrutture regionali deve essere trasferita alla Rete Ferroviaria Italiana che dovrà realizzare in tempi brevi la messa in sicurezza e poi affidare il servizio attraverso gare europee.