Ancora uno scandalo, ancora un caso di corruzione. Le mani della #camorra sono arrivate anche sugli appalti pubblici della Regione Campania: sarebbero ben diciotto i bandi di gara modificati per poter cercare di favorire il clan dei Casalesi.

Sono stati coinvolti diversi esponenti della politica, tra cui Pasquale Sommese, ex assessore alle Risorse umane durante la Giunta Caldoro. A quanto pare il sistema veniva alimentato proprio da quest'ultimo, con uno scambio di favori elettorali o presumibilmente con la ricezione di tangenti.

Coinvolti professori e amministratori

Pasquale Sommese non è l'unico politico coinvolto nell'operazione: ci sono anche altri esponenti della politica regionale, tra cui Angelo Giancarmine Consoli e il sindaco di Aversa (Caserta) Enrico De Cristofaro. Le accuse vanno da corruzione alla turbativa d’asta, fino al concorso esterno in associazione mafiosa.

Funzionari pubblici, imprenditori, professori universitari e commercialisti: sono davvero tantissime le persone coinvolte in questa maxi operazione. Coinvolta anche Adele Campanelli, direttrice della sovrintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di #Napoli: un vero terremoto per tutta la Campania, ancora una volta coinvolta in notizie di cronaca simili.

Turbativa d'asta e quegli appalti pubblici che fanno gola a molti

Il nostro Paese continua ad alimentare un sistema camorristico dedito ormai ai bandi pubblici e a quegli appalti che fanno gola a moltissimi. La collusione tra Stato e organizzazioni mafiose continua indisturbata e coinvolge indistintamente politici e professori universitari, persone che con la loro figura dovrebbero rappresentare lo Stato e che invece permettono simili scempi, tra cui la costruzione di opere pubbliche anche finalizzate allo studio (l'esempio si riferisce all'Azienda regionale diritto allo studio (Adisu), la cui costruzione rientra nei 18 bandi sotto indagine).

Mafia Capitale e lo spettro dei soliti accordi

La maxi operazione condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia fa tornare alla mente lo scandalo di Mafia Capitale che colpì l'amministrazione romana nel dicembre 2014. Un altro scandalo di enormi proporzioni che colpisce il nostro paese e che alimenta un sistema che va avanti dalla notte dei tempi.

Professori, politici, esponenti di spicco: figure che dovrebbero assicurare un punto di riferimento per la cittadinanza, ma che invece cercano di veicolari i fondi e la costruzione delle opere pubbliche nelle mani di chi vuole tutto, tranne il bene dell' Italia.

Un' indagine che evidenzia un problema (verrebbe da definirlo in altri modi) e che evidenzia non solo la presenza un'organizzazione ben strutturata e di conseguenza difficile da smantellare, ma anche la presenza di un malcostume tutto tricolore che continua ad impadronirsi e a depredare barbaramente ogni soldo pubblico a disposizione. E in questi casi non è facile nemmeno far retorica, visto che questo sembra essere ormai la normalità. E nell'attesa di un vento di cambiamento, si incrociano le dita. La speranza è l'ultima a morire, nonostante i cumuli di cemento illegalmente versati che continuano a far pressione.