La #rai è sessista? Se lo stanno domandando in molti in queste ore. Sabato scorso, infatti, durante il programma 'Parliamone Sabato', condotto da Paola Perego, è stato trattato un argomento particolare, che sa tanto di maschilismo. Su un monitor sono apparsi i motivi per cui sarebbe meglio, per un italiano, innamorarsi di una donna dell'Est Europa. Un'infografica alquanto eloquente ha indicato, in sostanza, le ragioni per cui gli uomini italiani dovrebbero conoscere e formare una famiglia con donne non italiane. La trasmissione su #Rai 1 è stata subito tacciata di sessismo. Molti telespettatori si sono indignati ed hanno usato i social per esternare la loro contrarietà all'atteggiamento della Rai.

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Paola Perego ha cercato di spegnere le polemiche

Scivolone della Rai su un argomento delicato, ovvero i diritti e il rispetto delle donne. A 'Parliamone sabato' sono state menzionate le ragioni per cui gli italiani dovrebbero scegliere le donne dell'Est Europa a quelle italiane. Tutto ciò è semplicemente sconcertante per la maggioranza dei telespettatori e internauti. Le donne dell'Est, secondo l'infografica, sarebbero più servizievoli, accondiscendenti e sensuali delle italiane. In studio hanno rilasciato opinioni sullo 'scottante' tema personaggi famosi come Fabio Testi e Roberto Alessi. Agli internauti che, su Twitter ed altri social, hanno attaccato il programma, Paola Perego ha risposto che i discussi motivi sono stati tratti dal web, quindi non tirati in ballo dagli autori del programma.

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Le parole della conduttrice di 'Parliamone Sabato', comunque, non sono bastate a spegnere le polemiche. Su Twitter infiamma la polemica sul sessismo targato Rai. Un utente ha scritto che la questione è talmente grave che non si sa da che punto partire; un altro, invece, si è limitato a sottolineare che episodi del genere ricordano che il femminismo sarà un'urgenza per molto tempo ancora. La bufera ha portato i vertici Rai a chiedere scusa. Il direttore di Rai 1, Andrea Fabiano, ha scritto che gli sbagli 'vanno riconosciuti sempre, senza se e senza ma'. #Cronaca