Il mondo dei film a luci rosse continua a far parlare si sé. E non solo per la crescita esponenziale di #utenti online, che farebbe invidia a molte imprese dei più svariati settori, ma anche per l'importanza e la curiosità che riscontra fra i ricercatori di tutto il pianeta. Infatti, l'ultimo studio condotto in Canada dagli scienziati dell'École de Psychologie dell'Università Laval riguarda le diverse categorie di persone che apprezzano questo tipo di “arte”. E se credete che quella variegata moltitudine di uomini e di donne attratti dal cinema hard possano essere affette dalle più disperate malattie, vi sbagliate di grosso.

Numeri da capogiro

Secondo le registrazioni effettuate sul sito hard più frequentato al mondo, sono oltre quattro miliardi gli utenti che complessivamente passano circa 200milioni di giorni collegati con la piattaforma. Numeri da capogiro che fanno riflettere, in effetti gli scienziati si chiedono se l'altissimo consumo di pornografia non comprometta in qualche modo il benessere sessuale degli individui. Al riguardo, e per iniziare a conoscere alcune abitudini e contesti degli assidui frequentatori di #siti hard, si sono avvalsi del prezioso contributo di 620 donne e 210 uomini tra 18 e 78 anni. Dei quali, l'80 percento si dichiarava eterosessuale e impegnanti in un relazione stabile. L'idea di fondo era quella di valutare il grado di soddisfazione sessuale, il disagio emotivo, ed eventuali comportamenti compulsivi.

Tre diversi profili

Dai risultati ottenuti gli psicologi hanno evidenziato che la maggioranza degli utenti non patiscano alcuna sindrome e possono descriverli come sessualmente sani e appagati. In effetti, il 75% degli intervistati segue questi siti circa 24 minuti a settimana a scopo ricreativo, e non presentano atteggiamenti compulsivi. Mentre, un 13 per cento vengono considerati stressati non compulsivi, perché insoddisfatti o addirittura frustrati dai rapporti intimi. E una volta conclusa la visione di un “film per adulti” riescono a provare vergogna e disgusto di se stessi. Infine, i compulsivi, che riguarda il 12% del campione analizzato. Questi utenti consumano ben 110 minuti alla settimana davanti ai propri computer, ma non ne risentono emotivamente.

Gli autori sentono la necessità di conferme, e si propongono di ampliare il campione prestando particolare attenzione al quadro clinico degli ultimi due #profili.