Un litigio iniziato in discoteca nella notte tra venerdì e sabato e poi proseguito e sfociato nella violenza più selvaggia nella piazza di Alatri, dove in nove contro uno hanno inveito contro Emanuele, massacrandolo di botte e uccidendolo con un fendente alla testa. Una sprangata che gli ha provocato un'emorragia interna, risultata fatale per il giovane ventenne dopo 36 ore di agonia. Gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire la precisa dinamica dei fatti e stabilire chi abbia sferrato il colpo risultato letale. La lite sarebbe iniziata dopo che il giovane era intervenuto a difesa della fidanzata, fatta oggetto di apprezzamenti inadeguati da parte di un giovane albanese, o forse perché aveva inavvertitamente preso un drink di quest'ultimo.

Pubblicità
Pubblicità

In ogni caso motivi banali, ma tali da indurre il branco ad organizzare una feroce vendetta. Secondo la ricostruzione di alcuni testimoni, il giovane sarebbe stato aspettato e circondato, e dopo avergli sferrato calci e pugni sarebbe stato colpito con una sprangata alla testa, forse utilizzando un cric. Gli avrebbero devastato il cranio ed il volto al punto da sfigurarlo, tanto che alcuni amici che hanno provato a soccorrerlo credevano fosse stato investito da un'auto.

E' arrivato al Policlinico in condizioni disperate

Trasportato con l'elisoccorso al Policlinico Umberto I, le condizioni del giovane sono apparse disperate sin dall'inizio. I medici hanno constatato la rottura delle vertebre cervicali e diverse fratture al cranio riconducibili ad un oggetto contundente, lè stato operato d'urgenza per cercare di ridurre le lesioni alla testa, ma i loro sforzi sono risultati vani.

Pubblicità

Il locale dove ha avuto inizio la discussione che ha portato al pestaggio - il Mirò, uno dei più famosi di Alatri - è stato posto sotto sequestro, e gli addetti alla sicurezza del locale - di origine albanese come il ragazzo che avrebbe dato inizio al litigio - sono finiti sotto accusa, poiché anziché difendere la coppia li avrebbero allontanati dal locale, assumendo le difese del branco. Una volta fuori dal locale Emanuele sarebbe stato aggredito e colpito ripetutamente anche con il cric. Nessuno sarebbe intervenuto a sua difesa, ed il corpo del giovane sarebbe persino stato trascinato sull'asfalto, "come fosse un trofeo", scrive il Corriere della Sera.

La disperazione della fidanzata

La sua fidanzata, Ketty, racconta ancora sconvolta cosa è accaduto quella sera. "Era rincasato da lavoro, si era preparato e siamo andati in discoteca, dove volevamo ascoltare un po' di musica in compagnia di amici" racconta la ragazza, che ancora non si capacita dell'accaduto. "Perché lo hanno ucciso? Come mai non sono stati fermati?" chiosa disperata la ragazza. #omicidio