"Bugiardo e mistificatore", così Antonio Logli, il marito di #Roberta Ragusa, condannato a venti anni di carcere per il delitto e l'occultamento del cadavere della moglie, viene definito dal gup del tribunale di Pisa, Elsa Iaderasta, nelle motivazioni della sentenza di primo grado depositate ieri (20 marzo). Decisione contro la quale la difesa di Logli ha già preannunciato ricorso in appello.

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Roberta Ragusa, ecco le motivazioni della sentenza

Secondo il giudice per l'udienza preliminare che ha celebrato il processo con il rito abbreviato non ci sono dubbio sul fatto che sia Antonio Logli l'assassino della moglie.

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Roberta Ragusa scomparve a 45 anni nella notte fra il 13 e 14 gennaio del 2012 dalla sua casa di Gello, nel Pisano. In un primo procedimento penale Logli era stato prosciolto dalle accuse, ma i giudici della corte di cassazione avevano annullato la sentenza chiedendo nuove indagini. Della scomparsa di Roberta Ragusa, il cui corpo dopo oltre cinque anni dal delitto non è stato ancora ritrovato, si occuperà mercoledì 22 marzo alle 21.15 su Rai 3, si occuperà #Chi l'ha visto, il programma di approfondimento giornalistico specializzato in #cronaca nera condotto da Federica Sciarelli.

Approfondimento sul caso Ragusa a Chi l'ha visto Rai3

Nelle motivazioni il gup spiega le ragioni che hanno portato alla condanna dell'uomo: dalla sua indole menzognera (mentiva sia alla moglie che all'amante, secondo il giudice) all'attendibilità dei testimoni, a partire da Loris Gozi che la notte della scomparsa di Roberta Ragusa - tra il 13 e 14 gennaio del 2012 - vide la donna a bordo di un'auto mentre stava litigando con il marito.

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La lite sarebbe sfociata dopo che Roberta Ragusa aveva scoperto la relazione extraconiugale del marito con la babysitter Sara Calzolaio, sua attuale compagna. Ad entrambe le donne l'uomo raccontava bugie, secondo quanto scrive il giudice Iaderasta nelle motivazioni della sentenza soffermandosi sull'indole menzognere dell'imputato che sarebbe stato"il protagonista - ha scritto il gup del tribunale di Pisa - di una galassia di menzogne che non risparmiavano nessuno". Ma l'uomo, secondo il giudice, è stato "smentito dalle indagini".