#Simone Soria ha 38 anni, vive nel modenese, ha una tetraparesi spastica e parla con difficoltà. Eppure, senza arrendersi mai, è riuscito non solo a diventare un ingegnere informatico, ma anche a mettere le proprie competenze al servizio degli altri. L'uomo, infatti, oggi ha uno studio nel quale si recano persone di ogni fascia di età con disabilità gravi, condotte da lui da un misto di sofferenza e speranza. Simone osserva molto lentamente e con grande attenzione tutti i loro movimenti, tanto quelli ampi, quanto quelli apparentemente impercettibili, e sa benissimo che ogni volta si troverà davanti ad una situazione differente, anche quando potrebbe non sembrare così.

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Per effettuare una valutazione che abbia ancora più cognizione di causa, Soria dialoga anche con i parenti di coloro che arrivano da lui, per capire quali difficoltà debbano affrontare e se siano in grado di riconoscere le potenzialità di chi assistono e sostengono. Tutto questo ha lo scopo di individuare il supporto tecnologico più adeguato alle esigenze di ognuno, come una sorta di abito su misura realizzato da un sarto, con lo scopo di riuscire a comunicare vocalmente, scrivere, utilizzare il computer e non solo. Nei casi più complessi, logicamente, il procedimento avviene per tentativi, senza mai darsi per vinti e senza tralasciare nessuna possibilità.

Simone Soria: una vita in salita ma costellata di successi

Simone ammette di aver vissuto un cammino in salita sin da quando è venuto al mondo e confessa che quando decise di iscriversi all'università, l'ateneo gli domandò di attendere, dato che all'epoca non era prevista un'assistenza per i disabili.

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Lui, però, ha deciso comunque di andare avanti ed è stato aiutato nel suo percorso da cinque amici, che durante gli anni accademici l'hanno sostenuto in tutto, tanto nel passaggio di appunti, quanto nel supporto in attività comuni quali mangiare o andare in bagno. Soria, poco tempo dopo il conseguimento della laurea, ha fondato la 'Ausili Informatici per Disabili ed Anziani' che, a differenza di tanti competitor, adatta gli ausili a coloro che li utilizzano e non viceversa. Tra i suoi brevetti, uno dei più noti è il FaceMOUSE, che consente di usare il computer senza mani o sensori, con semplici movimenti davanti ad una webcam. Nella vita dell'ingegnere, però, non c'è spazio solo per il lavoro, bensì anche per l'amore: Simone, infatti, è sposato da qualche anno con una donna giapponese conosciuta nel corso di un viaggio di lavoro. Un'esistenza costellata di successi, dunque, che sicuramente non si fermeranno qui. #disabilità #Cronaca Modena