Da diversi giorni, su #Whatsapp e in rete, circola una notizia allarmante riguardo il #latte #parmalat. Il messaggio invita apertamente a non consumare i prodotti del noto marchio di Collecchio, perché non avrebbe rinnovato l'accordo con gli allevatori italiani - in particolare genovesi - preferendo il latte francese, costringendo di conseguenza i produttori locali a buttare via il loro prodotto.

La notizia, tuttavia, si è rivelata non propriamente veritiera o, per dirla con un termine più vicino al mondo di internet, una sorta di bufala. Cerchiamo di chiarire, punto per punto, questa annosa vicenda, tranquillizzando chi grida già allo scandalo.

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Parmalat non trova l'accordo con gli allevatori italiani

Questa parte del messaggio di WhatsApp è in parte vera. Il contratto tra il gruppo Lactasil - del quale fa parte la società parmense - e i produttori della cooperativa della Valpolcevera è scaduto e non è stato rinnovato. L'azienda, infatti, ha dichiarato che le continue criticità rilevate sulla qualità del prodotto hanno fatto sì che la stessa, comunicandolo in anticipo, prendesse la decisione di non proseguire la fornitura. Le indicazioni sulla mancata intesa riguardo la cifra offerta non sono pertanto veritiere. A conferma di quanto sopra indicato Parmalat, tramite il suo ufficio stampa, ha rilasciato un comunicato dove spiega che il latte utilizzato proviene da filiere controllate e 100% italiane, che non si è mai pensato di approvigionarsi dall'estero e che il mancato rinnovo del contratto con un piccolo gruppo di produttori liguri ha dato il via ad una campagna demonizzatrice dello storico marchio e dei suoi prodotti che verrà contrastata con ogni mezzo idoneo.

Il latte Oro non sarà mai straniero

Nonostante il mancato accordo con la Parmalat, la storica società, attraverso le parole di un suo portavoce, ha ribadito il proprio impegno a mantenere il prodotto italiano al 100%, visto anche il suo forte e produttivo legame con Genova e i suoi cittadini.

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Nelle parole dell'azienda vi è inoltre un attacco a questa mediatizzazione di notizie non veritiere, che risultano pericolose perché rischiano di causare un drastico calo nel consumo del latte. Inoltre è importante sottolineare che Latte Oro ha già trovato accordi con altre società e che pertanto l'allarme - al contrario di quanto ipotizzato da molti media - è già rientrato.

Importare latte cinese sarebbe impossibile

Vediamo di chiarire i motivi per i quali il latte Parmalat ma anche quello di altre società non potrà mai essere importato dalla Cina. In primis per motivi logistici. Non sarebbe possibile, infatti, dal momento che il latte fresco ha una durata inferiore ad una settimana sottoporlo ad un elevato "stress" dovuto ad un lungo trasporto in quanto non sarebbe più commestibile.
Bisogna inoltre considerare che il latte è uno di quei prodotti che nel Paese asiatico è presente in quantità decisamente ridotte, non sufficienti a soddisfare neppure il consumo interno, pertanto sarebbe impossibile esportarlo. Come ultimo punto va considerato che un importazione dall'estero del latte sarebbe in netto contrasto con il comunicato della società e con i criteri di trasparenza cui si attiene rigidamente. Possiamo quindi affermare come il polverone sollevato sia stato eccessivo e travisato, nonostante in piccola parte fosse veritiero.