Geniale in vita e anche nell'andarsene. Ha scelto di morire il giorno di Pasqua, #gianni boncompagni, come fosse stata una specie di 'resurrezione' da una realtà e soprattutto da una televisione, il suo mondo per più di mezzo secolo, che gli era diventata estranea.

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Se ne è andato a 84 anni nella sua casa romana, circondato dalla famiglia e dagli amici, come annunciato dalle tre figlie Claudia, Paola e Barbara che lo tratteggiano uomo dai grandi talenti e padre indimenticabile. Innovatore e sperimentatore, ha fatto la storia della comunicazione e della televisione italiana.

Da Alto gradimento alla scatola dei fagioli, la tv italiana approda nell'era moderna

Anticonvenzionale e fuori dalle righe sempre, nella vita privata come sul lavoro, Gianni Boncompagni, che era nato ad Arezzo il 13 maggio 1932, non a caso, ha iniziato a lavorare in Svezia debuttando in radio come conduttore.

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E in Svezia nascono le sue amate tre figlie Claudia, Paola, Barbara, che poi sempre in anticipo sui tempi e sulla società italiana, cresce da ragazzo padre. Dai 18 ai 28 anni è in Svezia; poi torna in Italia e porta una ventata antiretorica e un linguaggio nuovo con trasmissioni radiofoniche indimenticate da chi c'era quali Bandiera Gialla e Alto Gradimento.

La svolta arriva negli anni di Piombo: è il 1977 quando Boncompagni approda agli schermi #rai dando vita e conducendo Discoring, primo programma di musica per giovani.

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Innovatore, inventore, paroliere, regista,Boncompagni arriva alla popolarità conquistando il pubblico televisivo con programmi quali Pronto, Raffaella che consacra la sua ex compagna Raffaellà Carrà (1983/1985). Il programma contiene il gioco 'Quanti sono?' che, nello stile Boncompagni tra umorismo e canzonatura delle formule di tv nazional-popolare che lui stesso va producendo, introduce gli ormai celebri fagioli quali elemento centrale del quiz tv: da indovinaare quanti ce ne siano in un vaso di vetro; alternati da variazioni quali i petali, i fermagli, il riso.

Seguono programmi Rai di altrettanto successo, quali Pronto chi gioca?, condotto da Enrica Bonaccorti nel 1985 e tre edizioni, dal 1987 al '90, di Domenica in, contenitore domenicale di Rai1 di cui affida la conduzione ad Edwige Fenech, da sexy icona a conduttrice del programma per famiglie.

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Non è la Rai, i tuffi in piscina e l'avvento delle lolite

Quando nel 1991 Boncompagni, padre della televisione leggera, imprevedibile, ma anche burlona ed intelligente lascia la Rai e approda sulle reti Finivest, oggi Mediaset, crea #Non è la Rai, un programma condotto da Enrica Bonaccorti che lancia tra un tuffo e l'altro nella piscina di scena, adolescenti, alcune delle quali faranno carriera in tv e al cinema, come la sua 'creatura' Ambra Angiolini, Claudia Gerini, Laura Freddi, Antonella Elia.

Sono gli anni in cui realizza anche Primadonna condotta dalla trans Eva Robbins. Al ritorno in Rai per dieci anni, dal 1996 al 2006, firma due edizioni di Macao, la prima con Alba Parietti, ma la seconda chiude per gli ascolti bassi. Segue Crociera con Nancy Brilly che pure ha poca fortuna, Chiambretti c'è con Piero Chiambretti tra informazione e intrattenimento e Bombay su la7 per. L'ultimo lavoro in Rai è nel 2011 come giurato in un talent show, Lasciami cantare

La profezia di un dissacratore

Negli ultimi anni Boncompagni era estraneo a una televisione che, sempre in anticipo sui tempi, riteneva 'morta'. Interrogato a proposito, con lungimiranza ha detto che la tv di oggi è Internet e che in tv sopravviverà solo lo sport. La camera ardente dell'ateo toscano sarà allestita domani alle 12 nella sede Rai di via Asiago 10.