Il giorno 12 maggio, il marito della signora Rutendo Muchinguri, andando a pranzo con degli amici a Melbourne, presso un locale della catena Burger Project, si è visto consegnare al tavolo uno scontrino molto scortese. La ricevuta fiscale, che potete vedere in foto, specifica che i clienti sono "niggas", termine inglese utilizzato per indicare le persone di colore con un'accezione dispregiativa.

Il post di denuncia della moglie

La signora Muchinguri, appena è venuta a conoscenza della spiacevole vicenda che ha visto coinvolto il marito, ha deciso di rendere pubblica la questione, allo scopo di far sapere a tutti con quale maleducazione fosse stato trattato il coniuge al ristorante.

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Il suo post su Facebook recita così (traduzione del redattore):

"Caro Burger Project, il mio diligente marito di colore è stato nel vostro locale in Collins St per pranzare con degli amici. [...] Mi rammarica molto che in un posto dove mio marito ha scelto di spendere i suoi soldi faticosamente guadagnati abbia ricevuto questo tipo di trattamento discriminatorio. È così estenuante che nel 2017, e in una società così multiculturale, il vostro staff sia così insensibile [alle diverse realtà circostanti, NdR]. Dai, potete fare di meglio. Così non va bene. Non spenderemo più i soldi nelle vostre catene. Voglio proprio vedere cosa farete al riguardo".

Il botta e risposta non basta: si passa al boicottaggio

La risposta social di Burger Project non si è fatta per nulla attendere, giungendo solo due ore dopo la pubblicazione del post della signora Muchinguri.

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L'azienda ha preso pubblicamente le distanze dal comportamento ingiustificabile del dipendente, il quale è stato prontamente licenziato.

Le polemiche però non sono terminate, ed è partita subito una campagna di boicottaggio nei confronti della nota catena di fast food, con un'affluenza minore di clienti e recensioni negative sulle pagine web. In particolare, le valutazioni sulla pagina social del Burger Project di Melbourne sono calate fino a 1.5 stelle su 5 nel giro di una giornata, mentre su TripAdvisor, al momento, i giudizi risultano ancora inalterati.

Tuttavia è bene ricordare che la colpa di un singolo non può ricadere su tutto il gruppo. In Burger Project ci sono sicuramente molte altre persone educate e rispettose, che hanno bisogno di lavorare. Ci auguriamo che in futuro venga fatta una migliore e più accurata selezione del personale, introducendo magari un corso di formazione che insegni ai dipendenti come rivolgersi alle persone con rispetto, per far sì che non si ripetano questi spiacevoli incidenti. #denuncia #razzismo #fastfood