E' durato circa 22 ore l'assedio di Ferdinando U., un uomo di origini calabresi e residente a #torino, in via Borgaro nella periferia settentrionale della città. L'uomo in evidente stato confusionale e affetto da bipolarismo, si era #barricato nel suo appartamento, minacciando di sparare con una pistola in suo possesso a se stesso e agli altri. Tutta la vicenda, mentre l'uomo era in diretta live su #facebook sul suo profilo.

La vicenda

Il tutto inizia ieri pomeriggio, 18 maggio 2017, quando l'uomo nel suo domicilio, si barrica in casa, mettendo a soqquadro tutto l'appartamento e gridando di essere perseguitato, scaglia dal balcone un oggetto dopo l'altro iniziando da stoviglie per poi passare ai mobili e al divano.

Pubblicità
Pubblicità

Con il passare delle ore è cresciuta l'apprensione nella periferia nord della città sabauda. Ecco quanto afferma il commerciante di prodotti calabresi sul suo profilo Facebook: 'Oggi è una giornata particolare sono molto impegnato', aveva esordito l'uomo sui social media verso le 6 della mattina, 'Mi sono rinchiuso dovete chiamare l'esercito, mezza Calabria è in complotto', afferma l'uomo intorno a mezzogiorno, quando un vicino sente un forte trambusto e lancia l'allarme chiamando le forze dell'ordine. Ferdinando, a petto nudo, si getta in un monologo interminabile affermando che sono tutti mafiosi e comanda la 'ndrangheta e per questo bisogna arrestare mezza Torino e serve l'esercito e l'FBI. 'Ora gli mando le registrazioni', continuava l'uomo in preda al suo momento di pura follia. Dopo aver rotto una persiana fuori da suo appartamento, ha formato una catasta di masserizie davanti alla porta per impedire lo sfondamento.

Pubblicità

'Entrate a casa mia che tanto non mi potete sparare' proseguiva l'uomo, mentre la sua diretta Facebook faceva incetta di visualizzazioni e condivisioni.

Sconosciuti motivi della sua rabbia

Amici e parenti insieme a tanti internauti gli intimavano di calmarsi e ragionare ed evitare di fare sciocchezze. Non mancano però sconosciuti che gli scrivono commenti di sarcasmo e battute di pessimo gusto. Il tutto fino ad oggi quando l'uomo forse ormai stanco si è fatto convincere dai carabinieri ad aprire la porta, persuaso dopo avergli portato un cappuccino per la colazione. Sul posto anche il personale sanitario del 118 insieme al medico curante dell'uomo che dovrebbe essere sottoposto ad un TSO. Rimangono sconosciuti i motivi del gesto dell'uomo; forse qualche problema economico nell'attività commerciale, unito a qualche problema psicologico.