Il 30 giugno scorso non si era presentato alla scuola di polizia penitenziaria, nel savonese, dove svolgeva il proprio lavoro in regime di semilibertà. Era così iniziata la nuova latitanza di Giuseppe Mastini, detto Johnny lo Zingaro. A 11 anni il primo furto importante e la sparatoria con la polizia che lo lascia claudicante. il primo omicidio nel 1975, all'età di 15 anni. Poi la condanna da scontare nel carcere minorile di Casal del Marmo, dove conosce Giuseppe Pelosi, reo confesso del delitto di Pier Paolo Pasolini, deceduto pochi giorni fa proprio durante la latitanza di Mastini.

In seguito alle continue, tardive e contraddittorie ritrattazioni di Pelosi, #Giuseppe Mastini verrà indicato come possibile complice dell'omicidio di Pier Paolo Pasolini.

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L'ipotesi non troverà mai effettivo riscontro.

Ero completamente fatto di whisky, Tavor e cocaina. "Dicevo tra me: qui mi sparano tutti addosso!"

Johnny lo Zingaro, detto anche "Il biondino", ha raggiunto l'apice della notorietà nel 1987. Evaso dal carcere, Johnny viene segnalato per una serie di rapine e per l'omicidio di Paolo Buratti, console italiano in Belgio. Riconosciuto proprio dalla moglie di Buratti in una foto segnaletica, Johnny viene intercettato e, nel giro di una sola notte, prima di essere arrestato, uccide un agente di polizia e ne ferisce gravemente un altro, scarica una raffica di proiettili contro un carabiniere che rimane miracolosamente illeso, sottrae l'auto a una coppia e sequestra la donna.

Fuga o scappatella di un detenuto modello

Molto diversa la storia della cattura di oggi da quella precedente.

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Lo hanno preso a Taverne d'Arbia, vicino Siena. I poliziotti si sono finti corrieri e hanno fatto scattare il blitz nella casa in cui Johnny si nascondeva con la sua compagna, Giovanna Truzzi, evasa a sua volta dai domiciliari. Oggi è stato reso tutto più semplice dalle nuove tecnologie che hanno permesso agli agenti di tracciare gli spostamenti di Johnny. È stato così individuato il luogo in cui il latitante si era diretto, a Pietrasanta, dove la compagna stava scontando gli arresti domiciliari. In un secondo momento la polizia ha scoperto che la coppia si era rifugiata a Taverne d'Arbia, nell'abitazione di alcuni parenti di Giovanna Truzzi.

La mancanza di qualsiasi forma di resistenza durante la cattura sorprende chi ha conosciuto la storia del feroce #johnny lo zingaro. Conferma però allo stesso tempo la descrizione, fornita da molti, di un detenuto modello, una persona nuova, forse l'antitesi del criminale degli anni Ottanta. E a noi piace pensare che oggi non sia stato catturato Johnny lo Zingaro, ma Giuseppe Mastini, un signore tranquillo e cordiale che si è concesso una scappatella con la sua compagna.