Una storia commuovente, forse un po' triste. Un neonato di appena tre settimane di vita è stato abbandonato al Policlinico Federico II di Napoli. Il piccolo Alessandro è stato lasciato martedì scorso, da un'amica della madre naturale, all'ingresso della struttura sanitaria, nella culla termica situata in via De Amicis. La "culla per la vita" è una versione molto più aggiornata e tecnologicamente più sicura della famosa ruota degli esposti dell'Annunziata. E' un servizio istallato nel 2008 dal nosocomio che offre la possibilità di lasciare i neonati indesiderati in un luogo caldo e asciutto, in attesa che i paramedici lo accolgano in #Ospedale.

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La commozione dei sanitari all'arrivo del piccolo

I sanitari del Policlinico hanno subito ricoverato il neonato presso il reparto di terapia intensiva neonatale . Il bimbo di 3,7 chilogrammi è stato trovato in ottime condizioni di salute. Da subito il piccolo è stato vezzeggiato un po' da tutti. Il primario del reparto Francesco Raimondi si è commosso e ha raccontato di essersi emozionato nel vedere la giovane donna forse 25 enne che ha lasciato il bimbo nella culla e che non si è allontanata fino a che, il lattante non fosse stato raccolto dagli uomini in camice bianco. I sanitari hanno anche avvertito il tribunale dei minori che si occuperà di trovare una casa al piccolino.

Il racconto della donna

La sconosciuta che ha abbandonato il piccolo Alessandro non è la vera mamma.

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La madre del piccino versava in condizioni economiche precarie per cui ha affidato il figlio all'amica. Successivamente si è dileguata, facendosi sentire solo telefonicamente e suggerendo alla donna di portare il figlioletto in una parrocchia. Così la signora di evidenti origini slave ha fatto ricorso al servizio : La culla per la vita. Un atto responsabile, di una persona civile che ha mostrato senza dubbio umanità nei confronti di una piccola creatura ancora indifesa.

Il progetto: Una culla per la vita

Il felice progetto sanitario è partito nel 2008 dell'ospedale Federico II di Napoli. Il sistema è dotato di un bottone, che consente di aprire una saracinesca dove all'interno si trova una culla termica, con una telecamera di sorveglianza accesa 24h su 24. Fino ad martedì il sistema era stato usato solo per fare degli scherzi, ma finalmente la gente forse ha capito l'importanza e l'impatto che ha sulla vita dei piccoli bambini. Lo scopo di questa opera è quella di limitare infatti l'infanticidio dei neonati causati da abbandoni irresponsabili.

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In Italia ancora molti bambini vengono lasciati nei cassonetti o per le strade e molti muoiono per ipotermia. Nessuno può sapere se la donna che ha lasciato il piccolo Alessandro fosse davvero la madre o meno, ma questo non è importante perché il servizio garantisce l'anonimato delle madri che non vogliono essere riconosciute. L'istallazione delle culle della vita fa parte di un progetto nazionale chiamato: Ninna ho, che ha provato ad immettere culle termiche in più di 50 strutture ospedaliere. La legge vigente consente alla madre di lasciare in ospedale il bambino accudito e in buona salute, senza per questo doverlo riconoscere. Il nome della madre rimane segreto all'atto della nascita. Lodevole iniziativa se si considera che in Italia ogni anno vengono abbandonati più di 3000 neonati l'anno. #Blasting News