Situazione sempre più critica in Corea del Nord [VIDEO], suona il campanello d'allarme a causa di una possibile guerra che potrebbe evolversi in uno scenario apocalittico. Il tira e molla tra il presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump ed il dittatore Nord coreano Kim jong un non fa altro che alimentare sempre di più le possibilità di conflitto. Gli animi non sembrano volersi calmare ed a confermare la dura realtà arrivano le dichiarazioni di Trump in merito all'arsenale nucleare americano. Anche la testata internazionale Daily Mail online riporta come edizione inerente alle ultime notizie dalla #corea del nord la possibilità di un eventuale attacco entro stasera.

Pubblicità
Pubblicità

Kim jong un potrebbe attaccare la base militare USA entro stasera

Il dittatore Nord coreano ha in più occasioni espresso il suo odio nei confronti degli Stati Uniti e di quello che da lui stesso è stato definito come un paese prepotente ed alla continua ricerca di territori nuovo da dominare. Dopo aver ricevuto la notizia che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite aveva deciso in favore di nuove sanzioni che potrebbero portare la Nord Corea ad una perdita di circa un 1 miliardo di dollari, Kim jong un ha immediatamente [VIDEO]lanciato ulteriori minacce nei confronti degli #USA, promettendo una vendetta atroce.

Pyongyang sarebbe pronta ad attaccare Guam

La notizia pervenuta nella mattinata odierna e trapelata grazie al lavoro incessante degli 007 americani e Sud coreani darebbe per certa l'intenzione da parte della Corea del Nord di attaccare la base militare statunitense in Guam.

Pubblicità

Attualmente la località conta circa 165.000 persone ed un eventuale attacco, soprattutto mediante l'utilizzo dei nuovi missili che potrebbero supportare le mini testate nucleari prodotte recentemente, provocherebbe una vera e propria strage. Non si esclude che, in caso di attacco da parte di Pyongyang a Guam, kim jong un possa decidere di dare inizio ad una vera e propria guerra ed ordinare un ulteriore attacco anche nei confronti di Seul. La capitale Sud Coreana avrebbe puntati contro ben 20.000 missili ed in caso di effettivo attacco, in circa 30 minuti potrebbe essere rasa al suovo provocando migliaia di morti. Proprio per tale motivo il presidente Moon avrebbe autorizzato il governo americano ad istallare nel proprio territorio il sistema anti missile THAAD, il quale sarebbe in grado di intercettare ed abbattere eventuali missili lanciati da Pyongyang. Le forze militari americane presenti a Guam si direbbero pronte a respingere il nemico ed a usare la forza anche nel caso in cui sia veritiera l'intenzione di un attacco imminente.

Pubblicità

Le parole di Donald Trump rimbombano come un tuono di guerra

Il presidente degli Stati Uniti non ci sta alle ripetute minacce e provocazioni da parte di Kim jong un e nella giornata odierna a riferito pubblicamente ai media le sue intenzioni, ossia che la Corea del Nord potrebbe trovarsi in una furia di fuoco mai vista prima, sottolineando che la prima opera effettuata non appena insediato alla Casa Bianca, è stata quella di ordinare che l'arsenale nucleare fosse aggiornato e soprattutto potenziato. Trump è sicuro di sè e riferisce platealmente che non esisterà mai un giorno dove l'america non sarà il paese più potente del mondo [VIDEO]. Intanto due cacciabombardieri USA sono stati rilevati mentre sorvolavano la penisola coreana.

Anche Cina e Russia fanno paura

La problematica che rende ancora più preoccupante la situazione coreana, sarebbe in mancato schieramento definitivo della Cina. Quest'ultima Infatti, nonostante il fatto che dopo evidenti pressioni ha poi deciso a favore delle ultime sanzione in confronti di Pyongyang, non avrebbe interrotto definitivamente i rapporti commerciali con la Corea del Nord, lasciando in essere quelli principali ed inerenti alle banche ed all'esportazione di petrolio. Secondo gli esperti Infatti, la Cina si troverebbe ad essere una delle più grandi potenze economiche proprio grazie ai rapporti con Iran e Corea del Nord. La preoccupazione generale si configura nell'atto in cui, in caso di reale conflitto, la Cina possa decidere di schierarsi con kim jong un, pensiero che si allargherebbe anche alla Russia di Vladimir Putin, il quale ha da sempre condannato le azioni degli USA nei confronti della Corea del Nord.