Tre mesi in carcere tra pensieri assillanti e nostalgie. #Francesco Schettino è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a sedici anni di carcere per l'inchino all'Isola dei Giglio che provocò trentadue morti. Una sentenza che il comandante del #costa concordia è convinto di poter ribaltare in qualche modo. 'Prima o poi emergerà la verità'. Nel frattempo il cinquantaseienne sta cercando di abituarsi al suo nuovo regime. Il napoletano sta scontando la pena nel carcere di Rebibbia dove è stato prima in compagnia di Vincenzo Paduano, assassino di Sara Di Pietrantonio, e poi con il filippino condannato per l'omicidio della contessa della Torre.

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Schettino ha rivelato al Messaggero di aver conosciuto durante l'ora d'aria Marcello Dell'Utri: 'Prima non sapevo neanche chi fosse, ora mi fermo a chiacchierare spesso con lui'. Il comandante è recluso nel reparto G8 e trascorre gran parte del suo tempo tra lettura e meditazione. 'E' l'unico modo per resistere a questa situazione'.

Chiacchiere con Dell'Utri, sport e meditazione

Il cinquantaseienne condivide le sue esperienze con i compagni di cella e spesso si ferma a parlare con l'autore di una mega truffa a Tunisi. Il napoletano trascorre le lunghe giornate da recluso dedicandosi allo sport. Tennis, ping pong e calcio balilla sono i suoi passatempi preferiti quando non si diletta a scrivere agli altri detenuti via email. Il sorrentino non si limita ad un'intesa attività epistolare ma studia e pensa di iscriversi a giurisprudenza.

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'Dagli ergastolani ho appreso molto e qui ora mi rispettano tutti'. Schettino ha rivelato che i detenuti fanno a gara per offrirgli il caffè anche se non manca qualche voce fuori dal coro che gli contesta di aver abbandonato la nave quando era alla deriva.

Il sapore del 'mare' in una bottiglia di acqua e sale

Le visite settimanali della famiglia aiutato il comandante a rendere meno pesante la nostalgia di casa. I congiunti lo invitano a tener duro e gli riferiscono che a meta di Sorrento ci sono tante persone che gli vogliono bene e che sono certi che dimostrerà la sua innocenza. Schettino fatica a restare lontano dal #mare e per superare i momenti di stress ha chiesto il sostegno di uno psicologo e di un educatore. Per superare il disagio il comandante ha escogitato una soluzione particolare. Nel corso dell'ora d'aria il detenuto si siede sul prato e si versa in testa una bottiglietta piena di acqua e sale.