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Una notizia che ha dell'incredibile e che potrebbe gettare ulteriore fango sull'Italia e sull'operato delle forze dell'ordine subordinate al rispetto delle attuali leggi, che non consentono di agire in libertà e garantire quella sicurezza grazie all'uso delle armi o comunque di ulteriori mezzo di coercizione come attualmente accade negli Stati Uniti d'America. Secondo un'indiscrezione pubblicata da tgcom24, una pattuglia dei #Carabinieri nello scorso aprile avrebbe incrociato il Killer di #Budrio ed a pochi metri di distanza non avrebbe avuto le condizioni per l'uso delle armi, lasciandolo andare via indisturbato nei boschi dove fece perdere le proprie tracce fino ad oggi.

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Aveva da poco commesso il secondo omicidio, Igor lasciato andar via indisturbato

Secondo la ricostruzione dei militari intervenuti, la pattuglia avrebbe incrociato Igor il Russo a bordo di un Fiat Fiorino e non appena notato si sarebbero subito messi all'inseguento di quest'ultimo sulla via Nazionale Nord. I Carabinieri avrebbero informato immediatamente la centrale operativa di Molinella, la quale ha disposto l'invio di rinforzi e l'osservazione a distanza del killer, fino all'arrivo delle altre pattuglie. Igor Vlakavic, seguito dai Carabinieri, avrebbe rallentato all'altezza del bosco e fatto inversione, avvicinandosi in direzione dei militari e tenendosi ad una distanza di circa 100 metri, a quel punto uno dei tre Carabinieri avrebbe intimato al conducente di restare fermo e mostrare le mani, indicazioni ignorate a tal punto che i militari videro il Killer di Budrio allontanarsi con calma in direzione del bosco, e nonostante fosse monitorato a distanza, il ricercato avrebbe fatto perdere le proprie tracce nella boscaglia.

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Per i Carabinieri non c'erano gli estremi per sparare

Davanti a uno dei più temuti killer in vita ad oggi, i militari che avrebbero incrociato il Killer di Budrio non sono riusciti nell'intento di convincere il soggetto ad arrendersi, unica e sola alternativa alle armi in dotazione, che in quella circostanza non potevano in alcun modo usare poichè il soggetto non si mostrava armato. Probabilmente, la totale assenza di leggi che garantiscono delle condizioni lavorative adatte per episodi come questo ha costretto i tre Carabinieri a desistere nell'intervento e lasciare andar via il soggetto che ha poi scatenato la più grande caccia all'uomo mai vista, centinaia di uomini impiegati tra Polizia di Stato e Carabinieri, squadre speciali ed attrezzature sofisticate, risorse pubbliche perse per trovare un killer sparito nel nulla e che probabilmente, con leggi diverse, poteva essere fermato già nel mese di aprile.