Il nuovo capitolo della storia sulle #ong sembra essere uscito dalla penna di uno scrittore particolarmente fantasioso: se può capitare l'impossibile, allora può anche essere che una nave che salva vite umane si trovi costretta a soccorrerne una (la cosiddetta "nave nera" degli estremisti di destra) che è lì per spiarla e ostacolarne l'attività. E può anche succedere che una volta attivato il soccorso, la nave che è (forse) in avaria dica “No grazie, ce la caviamo anche da soli”.

Sarebbe un giallo, più probabilmente un thriller, sicuramente con una dramma sullo (s)fondo. Invece è solo un pomeriggio di ordinaria follia nelle acque del Mediterraneo, un'altra pagina convulsa dopo la firma del discusso codice di comportamento per le ong voluto dal Viminale (al quale si è accodata oggi la Sos Méditarraée, lasciando fuori solo Medici senza Frontiere e Sea Watch).

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Serve aiuto

E' circa mezzogiorno quando un agente dell'Operazione Sophia (lanciata dall'Ue nel 2015 dopo i disastri in mare dell'aprile di quell'anno per fermare le rotte della tratta dei #migranti) si mette in contatto con il presidente della ong tedesca Sea-Eye, impegnata con due imbarcazioni nei mari del Mediterraneo per dare aiuto umanitario ai migranti. "Una nave molto vicina a voi ha spento il motore e sta andando alla deriva, dovete andare". Non ci sarebbe nulla di strano se non fosse che la nave in questione è la C-Star, noleggiata dal gruppo di estrema destra “Generazione Identitaria” con l'obiettivo di stare col fiato sul collo alle ong nella speranza di trovare prove di collusione con i trafficanti di uomini. Il loro slogan dice tutto: Defend Europe.

La legge del mare

Un bel groviglio marittimo e diplomatico: un'organizzazione di volontari che salva vite umane deve salvare le persone che vorrebbero vederla scomparire.

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Ma l'equipaggio dell'ong tedesca non ha dubbi su come procedere: “Aiutare in situazioni di pericolo è il dovere di chiunque sia in mare - senza distinzioni di origine, colore, religione o mentalità." Così si legge sulla pagina Facebook della Sea-Eye, che prende la direzione della C-Star.

Il rifiuto della 'nave nera'

A questo punto accade l'incredibile. Appena stabilito il contatto radio, un portavoce della C-Star fa sapere che la loro nave non ha bisogno di aiuto: “Il motore è stato spento soltanto per risolvere un problema tecnico, non c'è nessuna emergenza”. Davanti a questa paradossale situazione l'equipaggio della Sea-Eye fa dietrofront e torna alla sua regolare attività: soccorrere i naufraghi che finiscono in mare. I valorosi difensori dell'identità europea possono invece continuare a filmare il lavoro delle organizzazioni umanitarie “per mostrare un punto di vista diverso da quello filtrato e piegato alle tesi delle Ong”, come dicono loro.