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Peccato che non sia andata affatto così: ce lo ha spiegato Umberto Actis, vicepresidente di Generazione Identitaria, il movimento sovranista che ha lanciato la missione #Defend Europe nel Mediterraneo.

Ancora fake-news su Defend Europe

L'obiettivo celato di media e siti nazionali pro-#immigrazione era quello di suscitare una certa ilarità tra i lettori distratti, presenti soprattutto sul web, e pronti a condividere notizie clamorose (poco importa se infondate): i marinai "cattivoni" di Defend Europe - la cui colpa secondo i media è quella di ostacolare il traffico di esseri umani [VIDEO] gestito da alcune Ong - sono stati soccorsi proprio dalla Sea Eye, una delle Ong che salvano le vite (secondo la versione dei network).

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In effetti poteva sembrare una notizia simpatica, adatta per farsi qualche risata sotto l’ombrellone: peccato sia tutto infondato.

I responsabili di Generazione Identitaria, una volta contattati, ci hanno spiegato come sono andate realmente le cose: "La nostra nave C-Star ha riscontrato alcuni piccoli problemi tecnici che sono stati risolti celermente - ci ha dichiarato Umberto Actis, vicepresidente del movimento, che ha sottolineato - In nessuna occasione abbiamo avuto necessità di aiuto esterno, difatti non c'è stata alcuna richiesta in tal senso. Tutto è stato risolto a bordo della nave, che ora sta navigando lungo le coste libiche".

Le fake-news sulla missione Defend Europe, dunque, sono state smascherate ancora una volta: "I sostenitori dell’immigrazione clandestina - secondo Actis - non riusciranno a fermarci e la nostra azione proseguirà come prima".

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In cosa consiste la missione Defend Europe?

L'obiettivo della nave C-Star è sostanzialmente quello di combattere il pull-factor rappresentato dalle navi Ong che, con la loro presenza, attirano i trafficanti di clandestini a raggiungerle a bordo di imbarcazioni precarie. Come aveva denunciato il procuratore capo di Catania Carmelo Zuccaro, il numero di morti nel Mar Mediterraneo è aumentato parallelamente con l'azione delle Ong, proprio per la scelta spericolata dei trafficanti di esseri umani - criminali senza scrupoli che con gli sbarchi guadagnano milioni di euro - di raggiungere le organizzazioni non governative, spesso tramite un vero e proprio gioco di squadra.

Qualcuno dovrebbe dire ai media mainstream che si divertono a screditare l’azione di Defend Europe, che forse uno degli obiettivi di questa missione è proprio la riduzione delle morti dei #migranti in mare, a differenza di altri che, con la limitazione dei viaggi della speranza, vedrebbero colpito duramente il proprio business.

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C-Star e Defend Europe al centro delle bufale

La C-Star era già finita nell'occhio del ciclone: testate e siti di informazione avevano esultato per il blocco dell’imbarcazione che combatte il traffico di esseri umani. Anche in quel caso, le cose erano andate diversamente da come raccontate. Non solo fake-news: la guerra mediatica che spinge ad accettare l'immigrazione dall'Africa ad ogni costo, vede anche una vera e propria disinformazione che punta sull'emotività. Mentre da due anni i principali canali d'informazione italiani ed europei ignorano totalmente il massacro provocato dai bombardamenti dell’Arabia Saudita in Yemen, si torna a parlare del Paese yemenita solo in occasione della tragedia dei migranti.

Secondo l'organizzazione internazionale per le migrazioni dell'Onu (Oim) circa 180 persone etiopi e somale, davanti alle coste delle Yemen, sono state costrette dai trafficanti di esseri umani a gettarsi in mare. La vicenda ha giustamente sollevato il clamore mediatico: silenzio generale, invece, sulle migliaia di vittime - tra le quali molti bambini - provocate dai bombardamenti sauditi.