Stando alle recenti dichiarazioni di #Donald Trump, il tempo dell'attesa è quasi terminato. Sono infatti partite tutte le "operazioni militari idonee per un intervento", come ha dichiarato il presidente Usa, precisando che adesso "l'America è pronta a colpire". Trump che nel medesimo intervento via Twitter, tuttavia, ha ancora spezzato una lancia in favore di una soluzione diplomatica [VIDEO], dicendo di sperare ancora che Kim Jong un [VIDEO] abbandoni finalmente le minacce in favore di un altra strada; questo, a meno che "non voglia incorrere a pene che neanche immagina".

Pyongyang: 'cancelleremo dalla faccia della terra i provocatori'

Tuttavia, le ultime dichiarazioni del regime nordcoreano riportate dall'agenzia nordcoreana Kcna non sono affatto rassicuranti.

Pubblicità
Pubblicità

Si legge, infatti, che "Pyongyang è pronto a cancellare dalla faccia della terra e senza pietà alcuna i provocatori americani, minaccia per il regime socialista nordcoreano". L'editoriale rincalza con i toni minacciosi di sempre e prosegue sottolineando che "qualora Trump volesse intervenire per cancellare il regime, o proseguisse con la strada assurda delle sanzioni, gli Usa soffriranno una sconfitta vergognosa e andranno incontro a un destino tragico e definitivo". "Il comportamento isterico di Trump sta portando gli Usa sull'orlo di una guerra nucleare inevitabile", prosegue l'editoriale nordcoreano, "e sul suo presidente graverà la colpa di aver ridotto gli Usa in cenere".

L'intervento 'pacifico' della Merkel

In vista dell'escalation nucleare delle ultime ore, si è espressa anche Angela Merkel.

Pubblicità

La cancelliera ha chiarito pubblicamente il suo pensiero, precisando che "non vede alcuna soluzione militare nella crisi Usa #corea del nord", e ha detto chiaramente che giunti a questo punto, sarebbe sensato per tutti abbandonare la retorica dell'escalation, dannosa e pericolosa per tutte le nazioni.

Infatti, la tensione palpabile tra Usa e corea del Nord ha costretto il Cremlino a intensificare i sistemi anti-aerei disposti nell'Estremo Oriente della Russia, nelle zone più vicine alla Corea del Nord. La Russia teme infatti che un confronto militare tra le due potenze sia ormai divenuto inevitabile, e come ha commentato nelle ultime ore il ministro degli #Esteri Serghiei Lavarov, il Cremlino teme che la situazione degeneri ulteriormente nelle prossime ore. Tali misure di sicurezza, si capisce benissimo, possono divenire un deterrente nei confronti della nordcorea, come degli Usa, ma come ha accennato anche il senatore russo Viktor Ozerov, sono principalmente "misure addizionali per protegger il territorio russo".