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Curiosi effetti "collaterali" di una legge "anti #burqa" appena entrata in vigore in #austria. La norma vieta di circolare con indumenti che occultino interamente il viso, a cominciare, ovviamente, dal "velo" islamico, sia esso il burqa che copre integralmente la persona, o il niqab che copre il viso e lascia scoperti solo gli occhi. Ma per non farla apparire come una misura discriminatoria, anti-musulmana e darle invece un'impronta "politically correct", la norma vieta ogni copertura che non consenta di vedere il volto. Paradosso dei paradossi, la prima persona ad essere stata colpita dalla nuova legge e sanzionata, non è stata affatto una signora musulmana, ma una insospettabile mascotte che però, suo malgrado, rientrava nella casistica: un anomalo "uomo #squalo"

Squalo colpito dalla legge austriaca

L'appilcazione alla lettera, e quindi rigida, da parte della polizia austriaca della legge entrata in vigore [VIDEO] il 1° ottobre, ha portato a multare una maschera: l'episodio è subito rimbalzato sui siti informativi di mezzo mondo con sottolineature divertite e canzonatorie.

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Prima vittima della norma, infatti, è stato un promoter ingaggiato da un'agenzia pubblicitaria di Vienna, la Warda-Network, con la "mission" di pubblicizzare l'apertura di una nuova filiale della catena informatica McShark. Aveva indossato l'abito di scena e sostava davanti a un nuovo negozio, quando è stato fermato dalla polizia perché il suo costume da squalo che lo copriva interamente dalla testa ai piedi, è stato ritenuto fuori legge. Il promoter ha protestato che stava solo svolgendo il suo lavoro e si è rifiutato di togliersi il costume. Ma la polizia non ha voluto sentire ragioni, l'ha obbbligato a toglierselo e l'ha sanzionato per dissimulazione di volto in pubblico. L'ammenda era di 150 euro. Eugen Prosquill, responsabile dell'agenzia pubblicitaria, saputo l'accaduto, si è detto sbalordito.

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Viceversa, Daniel Fürst, responsabile della polizia, ha confermato la sanzione perché il figurante non si era voluto togliere la maschera.

Legge anti burqa

Il divieto, entrato in vigore, non a caso, proprio quando il paese si prepara ad andare alle urne (domenica prossima), vale in tutti i luoghi pubblici in Austria, e può valere una multa fino a 150 euro. I trasgressori che rifiutino di scoprire il volto, possono essere posti in stato di fermo, portati in commissariato e costretti a declinare in quella sede le proprie generalità. Ma le autorità austriache, per non farla passare come una misura antimusulmana, non vogliono che la si chiami legge contro il burqa e l'hanno definita più asetticamente "Agesvg", sigla che sta per legge contro la copertura del volto. Per questo, il provvedimento mette al bando qualsiasi indumento che copra la faccia senza giustificato motivo, quale può essere festeggiare il carnevale, e si estende anche a passamontagna e caschi.

Eccezioni

Sono stati diffusi dal ministero dell’interno di Vienna migliaia di volantini in quattro lingue (tedesco, inglese, turco e arabo), sui quali con brevi testi e disegni vengono elencati indumenti e copricapo messi al bando.

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Eccezioni sono contemplate per chi debba coprirsi il volto per motivi professionali. Ma, ad esempio, anche la mascherina antigermi non è ammessa se non accompagnata da un cappello da chirurgo con cui teoricamente bisognerebbe girare per strada. Pare che siano "graziati" gli eventi tradizionali, a cominciare dal prossimo Halloween. All'uomo squalo, o a chi per lui, intanto però, toccherà pagare la salata multa.