Adolf Hitler al termine della seconda guerra mondiale non si sarebbe suicidato come narrano i libri di storia, bensì si sarebbe trasferito in Sudamerica. E gli Stati Uniti ne sarebbero stati a conoscenza, tanto che alla metà degli anni '50 un collaboratore dell'intelligence statunitense avrebbe fornito precise informazioni in merito alla CIA, fornendo persino una fotografia. E' quanto emerge da alcuni documenti della Cia desecretati in questi giorni.

Un documento che riscrive la storia?

Dal dopoguerra ad oggi la 'voce' che Hitler non si sarebbe suicidato, bensì sarebbe fuggito in America Latina è emersa a più riprese, ma questa volta a rivelarlo non sono presunti testimoni di dubbia attendibilità o siti internet cospirazionisti, bensì uno dei documenti declassificati in questi giorni dai servizi segreti americani.

Un file che ha attirato l'attenzione di molti analisti, in quanto potrebbe riscrivere un pezzo di storia. Adolf Hitler non si sarebbe suicidato all'interno di un bunker di Berlino, ma almeno fino alla metà degli anni cinquanta avrebbe vissuto in Sudamerica. A rivelarlo sarebbe stato un agente della Cia attivo nell'area, nome in codice Cimleody-3, che stando a quanto riporta il documento desecretato avrebbe fornito informazioni precise circa la presenza del dittatore in Colombia.

La testimonianza

L'agente della Cia sarebbe stato informato nel Settembre 1955 che Hitler era ancora vivo da un uomo di fiducia che all'epoca risiedeva a Maracaibo, in Venezuela. Questo lo avrebbe a sua volta appreso da Phillip Citroen, un ex ufficiale delle SS che avrebbe affermato di avere avuto contatti con Hitler in Colombia, anche se a partire dal gennaio del 1955 l'ex dittatore si sarebbe poi trasferito in Argentina.

L'agente della Cia avrebbe inoltre ottenuto una fotografia nella quale sembra proprio essere ritratto il dittatore, in compagnia dell'ex ufficiale delle S.S. Phillip Citroen, ovvero colui che avrebbe fornito l'informazione.

I dubbi sulla veridicità

Il file declassificato non può essere considerato come una prova assoluta, in quanto si tratta di un'informazione confidenziale ottenuta da un agente della Cia che ha comunicato quanto di sua conoscenza al proprio comando, inoltre quanto affermato nel documento non è confermato da nessun'altra fonte.

Inoltre a destare sospetti sull'autenticità della foto c'è il fatto che la fisionomia del fhurer appare praticamente identica a quello del periodo in cui era al potere in Germania, e appare improbabile che a distanza di dieci anni Hitler avesse ancora il medesimo aspetto, anche perché si suppone che per non essere scoperto avrebbe cambiato i propri connotati, mentre invece appare con i medesimi baffi e la stessa capigliatura di sempre.

Resta significativo però il fatto che a dieci anni dalla fine della seconda guerra mondiale la Cia nutrisse dubbi sulla morte del dittatore, al punto da ritenere plausibile la sua presenza in Sudamerica e porre il segreto di stato sulle rivelazioni dell'agente. Un elemento che rende plausibili le teorie cospirazioniste di quanti sostengono che Hitler non si sarebbe mai suicidato, e che le truppe dell'Unione sovietica non abbiano mai bruciato il corpo di Hitler e di Eva Braun. Tra l'altro secondo Nick Bellantoni, archeologo americano che nel 2009 ha analizzato un presunto frammento di teschio di Hitler posseduto dai russi, questo sarebbe appartenuto ad una giovane donna e non al dittatore.