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Ed ecco che, ad alimentare una 'leggenda metropolitana' molto cara ai complottisti, spunta una fonte piuttosto autorevole [VIDEO]. Il documento riguarda la nota indiscrezione, già ventilata alla fine della seconda guerra mondiale, che Adolf #Hitler in realtà non si fosse tolto la vita nel suo bunker di Berlino (insieme alla moglie, Eva Braun), ma fosse riuscito a fuggire in Sudamerica. Fa parte dei files della #CIA appena desecretati per ordine del presidente Donald Trump. In realtà l'intenzione era quella di far luce su caso Kennedy, ma proprio i documenti relativi ai fatti di Dallas ed all'omicidio dell'allora presidente, resteranno top secret per almeno altri sei mesi: questioni di sicurezza nazionale.

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Fonti 'spezzettate' ed una foto poco credibile

Tornando ad Hitler, l'ex führer sarebbe dunque sopravvissuto alla distruzione del regime nazista e, oltretutto, negli anni '50 sarebbe stato addirittura contattato in Colombia da un informatore dei servizi segreti statunitensi. La vicenda descritta nel documento [VIDEO] non riporta fonti dirette. Un agente, il cui nome in codice è Cimleody 3, sarebbe stato contattato da un amico. Quest'ultimo gli avrebbe detto che nel 1955 un ex ufficiale tedesco, tale Philip Citroen, gli avrebbe confidato la verità su Hitler, ancora vivo e rifugiato in Colombia. Il file contiene anche una foto che ritrae Hitler insieme ad un'altra persona, forse Citroen. C'è un luogo (Tunga, Colombia), una data (l'anno 1954) ed il nome della persona in foto è Adolf Schrittelmayor: sarebbe il falso nome assunto da Hitler.

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Qui la faccenda stride parecchio. Nella foto, infatti, Hitler è perfettamente riconoscibile con tanto di classica pettinatura e baffetti: risulta difficile credere che un fuggiasco di tale portata cambi nome, ma mantenga un aspetto noto in tutto il mondo anche in un'epoca in cui non c'era la diffusione globale dei mass media come oggi. Fermo restando che nel 1954, il führer avrebbe avuto 65 anni e la sua salute era malferma già negli ultimi anni di guerra. In quella foto non sembra particolarmente invecchiato o sofferente: il dubbio è che si tratti di un clamoroso falso, ciò non toglie che la CIA all'epoca abbia considerato l'informazione certamente interessante.

La versione ufficiale

Secondo la versione ufficiale, Adolf Hitler si tolse la vita il 30 aprile del 1945: il suo cadavere e quello della moglie Eva Braun vennero bruciati, cosa che rese impossibile il riconoscimento immediato dei resti da parte delle truppe sovietiche che, per prime, entrarono nel bunker di Berlino. In un secondo momento i resti sarebbero stati identificati dagli specialisti del KGB, attraverso le impronte delle arcate dentarie e, in seguito, sepolti a Magdeburgo, nella Germania dell'Est. Sarebbero stati riesumati nel 1970 e sottoposti nuovamente a cremazione, con le ceneri gettate nel fiume Elba.