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Un uomo di cinquant'anni, residente nella zona bergamasca ma originario di Avellino, ieri ha avuto la prima udienza nel tribunale di Lecco, dove erano presenti le vittime delle sue fin troppo palesi "attenzioni", alcuni genitori ed anche i dirigenti scolastici di due istituti.

Come agiva

Il fatto è accaduto qualche tempo fa, quando ancora questa ragazza era studentessa presso la scuola dove il bidello lavorava. A quanto pare il bidello avrebbe risposto - fraintendendo - ad uno scherzo fatto da alcune ragazzine che però con il tempo avrebbe assunto un risvolto a dir poco inquietante: l'uomo, che già esprimeva interesse nei confronti di una di loro, ha cominciato poi a mandare messaggi a sfondo sessuale, apprezzamenti pesanti a scuola, quando inevitabilmente dovevano incontrarsi e addirittura a mandare sue foto che lo ritraevano in atteggiamenti allusivi.

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Sull'orlo della disperazione, la ragazza vittima dello stalker avrebbe poi raccontato tutto al personale della scuola. Questo ha poi fatto scattare l'allerta per presunto materiale pedopornografico, che ha portato alla perquisizione della sua abitazione e successivo sequestro di telefonino e computer dell'uomo.

L'allontanamento

L'uomo è stato trasferito in un'altra scuola - ad un chilometro circa di distanza - con orari che non permettevano il contatto diretto con gli alunni, ma i suoi atti persecutori hanno coinvolto un'altra giovane, stavolta una ragazza straniera che aveva uno stage in quest'altra scuola. Le #Molestie sarebbero continuate - fra inviti espliciti e tentate violenze nei bagni - finché anche lei non si è rivolta ai docenti, che a loro volta hanno fortunatamente evitato il peggio contattando le forze dell'ordine.

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Le due ragazze si sono così presentate in aula insieme, rispettivi genitori compresi, con la modalità dell'audizione protetta, a testimoniare le avances di cui sono state vittime. Durante il racconto è emerso che per attirare altre ragazzine avrebbe postato su Facebook foto di se stesso con la sola finalità di mostrare il suo aspetto fisico - fotografandosi anche in intimo - e scatenare attenzioni di natura sessuale su di sé. Il processo è stato aggiornato all'anno prossimo, e precisamente a febbraio, ma è sconosciuto il destino che i giudici hanno riservato per adesso al bidello: non è chiaro se è autorizzato a lavorare ancora in plessi scolastici, dove è forte la presenza di giovanissimi. #adolescenti