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Prima il Portogallo, poi la Galizia. Da quest’estate il fuoco ha devastato parte dell’Europa. E ora è arrivato il turno dell’Italia. Da ieri alcuni roghi stanno bruciando il #piemonte. A contribuire al propagarsi delle fiamme è stato il vento e delle condizioni climatiche molto particolari in questo caldo autunno. In Val di Susa le fiamme sono arrivate ad un’altezza di 10 metri e hanno raggiunto case e zone residenziali. I soccorritori hanno dovuto evacuare 600 abitanti nella zona di Mompantero. La #protezione civile, presente sul posto, ha spiegato che a Susa sono stati evacuati circa 18 anziani di una casa di cura. Si tratta di persone con problemi respiratori.

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Sul luogo sono arrivati ambulanze e pulmini. A causa degli #incendi è stata chiusa l'autostrada del Frejus chiamata A32, in direzione Bardonecchia (da Chianocco a Susa ovest), ma anche in direzione Torino da Oulx a Susa. Si sono registrati molti disagi sul traffico.

Tutte le zone colpite dai roghi

La situazione d’emergenza più grave è stata registrata dunque a Mompantero. Molte residenze sono state distrutte dalle fiamme, così come tutta l'area di bosco da Mompantero a Susa a Veaus. Ci sono incendi anche a Cumiana, Traversella, Bussoleno e Mompantero, e molti altri nella zona che va da Locana a Ribordone, Caprie, Rubiana e Cuceglio. Le autorità hanno confermato che ci sono stati incendi anche a Val Chisone e a Pamparato Sambuco, Boves, Casteldelfino e Demonte in provincia di Cuneo.

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Focolai meno gravi sono stati registrati in provincia di Verbania, Asti Alessandria e Biella. In totale sono 23 i comuni colpiti dalle fiamme, che non sono state ancora controllate per cui si teme che il vento possa aumentare i roghi.

L’arrivo dei Canadair dalla Repubblica croata

Per sostenere i soccorritori italiani sono atterrati domenica sera a Genova due Canadair della Repubblica croata. Il governo italiano ha fatto richiesta a Bruxelles nell’ambito del programma Meccanismo Europeo di Protezione civile. La Protezione civile italiana ha spiegato che i due Canadair, che saranno operativi dal pomeriggio, offriranno supporto tecnico agli aerei antincendio dello Stato italiano per spegnere tutti gli incendi nella zona settentrionali del Paese.

L’intervento dell’esercito contro i piromani

Per la Protezione civile, questi roghi sono causati da comportamenti superficiali e molto frequentemente anche dolosi, per cui la collaborazione dei cittadini nell’informare situazioni anomale può essere determinante nel piano d’emergenza.

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Hanno ricordato il numero del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco 115 e anche quello d’emergenza 112 per lanciare l’allarme sulle prime avvisaglie d’incendio in un bosco.

La Protezione civile e i volontari anti-incendi che operano nei boschi hanno chiesto l’intervento dell’esercito per fermare i piromani. Cristina Ricaldone, rappresentante della Protezione civile e Sergio Pirone, rappresentante del Corpo Volontari Antincendi Boschivi del Piemonte (Aib) ha detto che il sistema d’emergenza ancora funziona e ci sono margini di operatività sul posto. “Il problema – hanno aggiunto – è che le condizioni non miglioreranno per tutta la prossima settimana. Stupisce che ci sia ancora chi va in giro ad appiccare fuochi, perché questo può aggravare una situazione che è già molto preoccupante”.

La settimana scorsa circa 15 chilometri di fronte fuoco hanno distrutto più di 1200 ettari di bosco nella zona. Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, ha detto che non è ancora possibile calcolare i danni, anche perché alcuni roghi non sono stati controllati. La regione ha avviato la richiesta di calamità naturale.