Si è svolta ieri mattina, davanti allla centrale Enel "Ettore Majorana" di Termini Imerese, la manifestazione pubblica organizzata dal Movimento 5 Stelle contro la proposta di riconversione della centrale termitana. All'evento erano presenti: il sindaco Francesco Giunta, il Presidente del Consiglio Comunale Anna Amoroso, il neo assessore all'Igiene ambiente Salvatore Messineo, i consiglieri comunali Salvatore Di Lisi e Vincenzo Fasone, il coordinatore dei Verdi di Termini Giuseppe Di Maio, il Circolo "L'Aquilone" di Legambiente, l'Auser e l'Anpi.

Il Movimento 5 Stelle e il "No" al progetto

"Il No del Movimento 5 Stelle non è un No alla riqualificazione della centrale - ha commentato il consigliere pentastellato Maria Terranova - Saremmo d'accordo ad una riqualificazione ecosostenibile, così come avvenuta per le altre 22 centrali presenti su tutto il territorio nazionale. Per la nostra città la questione è totalmente diversa".

La centrale "Ettore Majorana", secondo le intenzioni di Enel, sarà riconvertita solo per una parte dell'impianto, quella più vetusta, che comprende il parco serbatoi e il pontile. La visione del Movimento 5 Stelle, contrariamente a quella della multinazionale, è quella di uno sviluppo turistico per il territorio.

Per la Terranova non è possibile accogliere un progetto che prevede la commercializzazione, la trasformazione e lo stoccaggio di idrocarburi sul proprio territorio, con l'arrivo nelle coste di numerose navi petroliere, con un intenso traffico gommato. Il Movimento ha contestato ad Enel la mancanza di coinvolgimento dell'Amministrazione comunale.

Il progetto Enel, come sottolineato dal consigliere di minoranza, nasce come un percorso partecipativo del territorio e Termini avrebbe dovuto essere coinvolta attivamente nelle decisioni. La città, invece, non è mai stata coinvolta nonostante dal 2015, il Movimento 5 Stelle e il commissario straordinario Girolamo Di Fazio hanno più volte tentato un approccio con i dirigenti della società produttrice e distributrice di energia elettrica e gas.

"Siamo venuti a conoscenza delle reali intenzioni di Enel solo il 21 aprile di quest'anno - ha continuato Maria Terranova - quando Enel ha rilevato le sue reali intenzioni, cioè una vendita del parco serbatoi e la concessione del pontile, ad un soggetto che è stato individuato dallo stesso Enel tra le diverse aziende contattate, ovvero, la Cancascì Petroli".

Il portavoce grillino ha ricordato il secco "No" non solo del Movimento ma anche di tutto il Consiglio comunale - tranne del consigliere comunale Franco Gelardi (ndr) - che il 27 settembre ha deliberato una presa d'atto contro il progetto di frazionamento depositato da Enel. Ad oggi, l'azienda, ha presentato solo un progetto preliminare di frazionamento del parco serbatoi, cui è stato dato parere negativo dall'ufficio tecnico. Il progetto di stoccaggio, commercializzazione e trasformazione di idrocarburi non è mai stato depositato. A fronte del parere negativo ottenuto dall'ufficio tecnico al progetto di frazionamento, Enel ha ribadito con una lettera indirizzata all'Amministrazione comunale. Se quest'ultima non dovesse dare parere favorevole al progetto di frazionamento, l'azienda potrebbe procedere per vie legali.

La decisione "Non è piaciuta al Movimento 5 Stelle, pronto a non arretrare di un solo passo - ha dichiarato la Terranova - Porteremo le istanze dei cittadini in tutte le sedi opportune".

Il sindaco di Termini Imerese Francesco Giunta contro il progetto di riconversione

"La posizione dell'amministrazione comunale è molto netta - ha detto il primo cittadino - Su proposta mia nell'ultimo Consiglio comunale è stata portato al vaglio dell'assemblea consiliare un atto di indirizzo che impegna l'amministrazione comunale a porre in essere tutte le condizioni tecnico amministrative, affinché il frazionamento richiesto da Enel delle cisterne, del famoso e orribile pontile che mortifica da tantissimi anni il fantastico golfo di Termini Imerese non venisse frazionato.

Nelle scorse settimane il documento è stato approvato da tutti i consiglieri comunali, eccetto dal consigliere Franco Gelardi. Nella stessa seduta la minoranza, in particolare i gruppi che fanno capo a Salvatore Di Lisi, Claudio Merlino e Vincenzo Fasone, hanno presentato una mozione votata da tutte le forze politiche. <"l cuore dei termitani - ha precisato Giunta - è quello di dire basta alle continue patologie tumorali che si registrano nel nostro territorio, con un'incidenza ben superiore alla media nazionale". Il sindaco è favorevole alla riconversione e alle strutture industriali che siano ecocompatibili e che rispettino totalmente l'ambiente e la città di Termini.

Nelle ultime settimane l'Amministrazione comunale sta cercando di sviluppare il porto in direzione turistica, soprattutto con la valorizzazione del Parco Archeologico di Himera, le Terme e tutto ciò che riguarda la città. "Un percorso già avviato che condivideremo con tutte le forze politiche e sociali della città", ha concluso il sindaco Giunta.

Presenti anche i consiglieri di minoranza Vincenzo Fasone e Salvatore Di Lisi

"Oggi siamo qui in modo unitario - ha commentato il consigliere Vincenzo Fasone - Nel mese di luglio, assieme a Salvatore Di Lisi e Claudio Merlino, abbiamo presentato in Consiglio comunale una mozione che parlava chiaro, contro il progetto di utilizzo delle vasche della centrale Enel, quale luogo di stoccaggio di carburanti". Ha ricordato di aver discusso abbondantemente su quelle che potrebbero essere le problematiche collegate al territorio imerese e si è detto disposto a lavorare per un futuro sostenibile, che si potrebbe fare anche insieme a Enel. "Siamo contrari a questo tipo di progetto", ha aggiunto. In ogni caso da parte del consigliere Fasone c'è la voglia di collaborare nella prospettiva che un'azienda della rilevanza di Enel può essere utile al territorio. "Attualmente - ha concluso - non ci sono le condizioni". "Siamo qui per non commettere gli stessi errori che tanti anni fa i nostri antenati hanno commesso - ha continuato il consigliere Salvatore Di Lisi - Vogliamo un territorio che sappia ritrovare le proprie vocazioni". Di Lisi non condivide un tipo di attività che potrebbe avere un impatto ambientale non poco considerevole ma bisogna guardare a un futuro ecosostenibile. "Abbiamo un'immagine del nostro mare - ha concluso - che sia a misura di turista e non di petroliera".

La posizione del coordinatore dei Verdi Giuseppe Di Maio

"Oggi è una giornata molto importante perché si affronta una tematica molto preoccupante per il futuro della nostra città - ha commentato il coordinatore dei Verdi, Giuseppe Di Maio - Finora si è discusso soprattutto sui social. Oggi la città si sta attivando e sta iniziando a conoscere il problema, che potrebbe rivelarsi devastante per il nostro territorio". Di Maio ha apprezzato la presenza di tutti i rappresentanti dell'amministrazione comunale: il sindaco Francesco Giunta, vari assessori, tra cui Salvatore Messineo, e i gruppi di minoranza. Per il coordinatore dei Verdi è importante parlare del problema ed è di una gravità assoluta quello che si vuole creare nel territorio imerese. Un territorio, per Di Maio, di vocazione turistica, culturale e gastronomica. La sua posizione, quindi, è contraria a portare dopo tanti anni il petrolio a Termini Imerese. "Abbiamo una costa meravigliosa", ha aggiunto. Enel vuole vendere una parte del proprio impianto ad una ditta che si occupa di idrocarburi, affinché vengano depositati i carburanti nel nostro territorio, con l'attracco di petroliere nel pontile. Questo, per il coordinatore, sarebbe un disastro terribile per il paese. Un progetto incompatibile con la visione futura di tutti i termitani. Di Maio ha precisato che l'azienda sta dismettendo in tutta Italia 23 centrali. Di queste 22 saranno dismesse con finalità di tipo culturale, artistico. Qui, invece, è l'unica situazione di dismissione dove si vuole portare un'attività inquinante e in contrasto con la volontà del territorio. "Cominciamo a parlarne - ha concluso Di Maio - questo rappresenta già un ottimo inizio".