L'ex presidente italiano ha vinto una battaglia cruciale nel suo lungo confronto sul divorzio e ora attende un'altra sentenza del tribunale che gli consenta di candidarsi per le prossime elezioni. veronica lario dovrà restituire a Berlusconi 60 milioni di euro.

No all'assegno mensile dal marito

La Corte d'Appello di Milano ha dichiarato giovedì che l'ex moglie di Silvio Berlusconi, Veronica Lario, non ha diritto ad una pensione mensile di 1,4 milioni e sarà tenuta a rimborsare 60 milioni di euro a colui che fu suo marito per 24 anni. È l'ennesima svolta nella lunga disputa per il divorzio che l'ex primo ministro italiano e la madre dei suoi ultimi tre figli hanno: una vera e propria guerra economica e legale in cui Il Cavaliere ha vinto ieri una battaglia cruciale.

Gli avvocati di Berlusconi avevano chiesto di invalidare la cifra mensile stabilita in primo grado. La richiesta era basata su una sentenza della Corte Suprema del marzo 2017, che ha visto negare un aumento di assegno alimentare alla ex moglie di Vittorio Grilli, Ministro dell'Economia del governo Monti. Il giudice considerava in quel caso che la donna potesse vivere senza l'aiuto dell'ex marito. E così la stessa sorte è toccata a Veronica Lario poichè reputata economicamente autosufficiente in quanto posseditrice di un patrimonio milionario: 16 milioni in contanti, gioielli e società immobiliari. Inoltre, i tre figli dell'ex presidente Barbara (1984), Eleonora (1986) e Luigi (1988) - sono già maggiorenni e autosufficienti.

Si conobbero nel 1980

La Corte d'appello ha approvato questa decisione e ritenendo non necessaria una rivisitazione della questione. La Lario ora è obbligata a restituire ciò che ha ricevuto dal marzo 2014 e cioè dal momento in cui è stato decretato il divorzio più famoso in Italia.

Silvio Berlusconi e Miriam Raffaella Bartolini (il vero nome della Lario) si innamorarono nel 1980, quando lui iniziò la sua carriera di imprenditore e lei era una giovane ballerina.

Si sposarono civilmente nel 1990 e si separarono con dei contrasti nel 2009. Dopo cinque anni tra sentenze, appelli e cambiamenti nella sede del processo, la decisione finale di ieri segna un punto a favore di Berlusconi, che è in attesa di un altro giudizio legale molto importante per il suo futuro. Il 22 novembre, la Corte di Strasburgo deciderà se potrà candidarsi alle prossime elezioni. Se i giudici gli daranno il via libera, Il Cavaliere potrebbe ancora una volta guidare la coalizione di destra che ora avrebbe la possibilità di vincere le elezioni del 2018.