L'#avvocato di #Fedez non era un avvocato, è questa l'inaspettata, e per certi versi inquietante, realtà diffusa nelle ultime ore dall'attuale legale del cantante milanese, che tramite un comunicato firmato 'Newtopia' – l'etichetta discografica e agenzia dell'autore di 'Comunisti col Rolex', fondata e gestita assieme al socio, amico e collega J-Ax – rilanciato nella tarda mattinata di oggi da alcune tra le più conosciute testate giornalistiche italiane, come 'la Repubblica' e 'il Giornale', ha voluto precisare la situazione, raccontando i dettagli di quella che può essere considerata una vera e propria truffa.

Biancheria intima nel rimborso spese

La storia emersa in queste ore ha dell'incredibile: stando a quanto dichiarato da Cristiano Magaletti, attuale avvocato di Fedez [VIDEO], il suo vecchio legale Susanna Chiesa – oltre a non essere un vero e proprio avvocato, non avendo mai conseguito l'abilitazione – avrebbe utilizzato i soldi necessari per alcune pratiche legali a scopo meramente personale, fatturandoli poi come rimborso spese; insomma, oltre al danno la beffa.

Pranzi, bollette, vestiti di vario genere, candele ma anche reggiseni e biancheria intima [VIDEO]venivano regolarmente messi in fattura come rimborsi spese.

'Abbiamo contestato spese per un totale di quindicimila euro', ha dichiarato Magaletti, commentando la sentenza emessa dalla giudice Filiciotto, che ha condannato Susanna Chiesa ad una pena complessiva di sette mesi per truffa, oltre che al pagamento di una multa di quattrocento euro.

Fedez contesta cinquantacinquemila euro al suo vecchio avvocato

Le spese effettuate dalla Chiesa per scopi personali ammontano dunque a 15.000 euro, ma Fedez contesta al suo ex avvocato – che avvocato non è e non è mai stato – anche molte altre fatture, che complessivamente raggiungono un valore ben più alto dei 15.000 euro citati dall'avvocato Magaletti: la cifra richiesta dall'attuale giudice di X Factor ammonta infatti a 55.000 euro.

L'importo complessivo è determinato dall'ammontare dei pagamenti che Fedez avrebbe emesso nei confronti della sua ex consulente legale negli anni tra il 2010 e il 2013, periodo nel quale Susanna Chiesa ha lavorato per l'autore di 'Pop Hoolista', spacciandosi per avvocato.

Il cantante milanese contesta, comprensibilmente, la totalità delle fatture pagate come onorario ad un avvocato che in realtà, avvocato non era, non avendo mai conseguito l'abilitazione. #biancheria