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Lo stavano aspettando da tempo, nascosti tra le frasche. Poi proprio mentre scendeva dalla sua auto, hanno fatto fuoco. Un colpo secco che l’ha centrato nel petto, poco dopo le sei della scorsa mattina. Tutto a pochi metri dall’ingresso del terreno di sua proprietà, lungo la strada provinciale 128 bis che da Bono poi porta ad Anela, nel sassarese. Renato Mameli, 32 anni, barista di Bono, con un passato un po’ movimentato, è scampato alla morte per miracolo. Il killer infatti l’ha colpito di striscio e lui – sanguinante e ferito – è comunque riuscito a fuggire e a rifugiarsi in un podere che si trova vicino al suo terreno. Ed è stato proprio lui a prendere il telefono e chiamare il 112, chiedendo soccorso ai Carabinieri [VIDEO] del paese.

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In pochi minuti il terreno a pochi passi dalla provinciale 128 bis è stato raggiunto dai soccorsi. Immediato l’arrivo di un’ambulanza del 118 che ha trasportato il barista ferito al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Francesco di Nuoro.

I soccorsi

Nel nosocomio nuorese i medici hanno immediatamente medicato il giovane che è stato dichiarato comunque fuori pericolo. I sanitari del San Francesco gli hanno assegnato trenta giorni di cure. Soltanto un miracolo l’ha strappato dalla morte. Le indagini dei Carabinieri della compagnia di Bono [VIDEO] sono partite immediatamente. Tutta la zona è stata setacciata palmo per palmo alla ricerca di qualche traccia o indizio. Anche se – almeno per ora – dei killer non è stata ancora trovata nessuna informazione. Probabilmente gli autori dell’attentato conoscevano perfettamente la zona e anche le abitudini del giovane barista che proprio quel giorno – a quell’ora – era andato prendere da solo i cani in campagna che poi avrebbero dovuti essere utilizzati per una battuta di caccia.

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L’agguato

Secondo una prima ricostruzione effettuata dai #Carabinieri della Compagnia di Bono, Renato Mameli sarebbe arrivato al podere di sua proprietà intorno alle sei della scorsa mattina, a bordo di un fuoristrada Mitsubishi Pajero. Avrebbe appena fatto in tempo ad aprire lo sportello e a scendere dall’auto che nel silenzio si è udito un colpo secco provenire dalle frasche. Lo sparo ha rimbombato in tutta la campagna e ha anche spaventato i cani da caccia che hanno iniziato immediatamente ad abbaiare. Renato Mameli non si sarebbe nemmeno reso conto di quello che era accaduto. Ha avuto comunque la prontezza di scappare e di rifugiarsi in un podere vicino, in attesa dell’arrivo dei soccorsi.

I Carabinieri della Compagnia di Bono – guidati dal capitano Matteo Paulis – hanno immediatamente fatto arrivare un’ambulanza e hanno immediatamente predisposto numerosi posti di blocco lungo le strade, per cercare di intercettare gli autori di questo tentato omicidio. Le indagini dei Carabinieri sono a 360 gradi.

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Anche perché Renato Mameli aveva già avuto a che fare con la giustizia. Nel 2010, sette anni fa, era stato infatti arrestato dai militari del paese (insieme ad un’altra persona) che avevano scoperto una piantagione di marijuana con ben 420 piante. Coltivate, tra l’altro, in un terreno al confine tra Bono e Bonorva. Per questi fatti il giovane barista era stato condannato dal Tribunale di Nuoro a 3 anni e otto mesi di reclusione. Ma da quel momento – sottolineano gli investigatori – Renato Mameli non aveva più avuto altri problemi con la giustizia. #Cronaca Sardegna #cronaca nera