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È previsto per oggi al carcere di Monza l'interrogatorio di Mattia Del Zotto, da parte del gip Federica Centonze. Il #killer del #tallio, reo confesso dell'avvelenamento di tre parenti e del tentato omicidio di altri cinque componenti della sua famiglia, avrebbe già manifestato l'intenzione di non voler parlare. Il tallio acquistato nella stessa azienda dove la 'coppia dell'acido' aveva acquistato il liquido per sfigurare la loro vittima.

Tallio: oggi l’interrogatorio di Mattia Del Zotto

'Non saprete mai come ho fatto ad uccidere'. Le prime parole di Mattia Del Zotto [VIDEO]dopo l'arresto danno poche speranze agli inquirenti di capire il motivo che ha portato il ragazzo ad uccidere la sua famiglia.

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Oggi Del Zotto sarà interrogato in carcere dal gip di Monza Federica Centonze. A seguirlo sarà l’avvocato Silvia Letterio potrebbe chiedere una perizia psichiatrica per il suo assistito: nelle scorse ore il killer del tallio è stato visitato dallo psichiatra del carcere. Successivamente ha chiesto la possibilità di avere dei testi sulla religione ebraica.

Smentita l'ipotesi di una setta, si indaga nel cellulare e nel pc del killer del tallio

Sul fronte delle indagini, [VIDEO]gli inquirenti stanno analizzando i computer e i cellulari in uso da Del Zotto per avere ulteriori elementi per comprovare l’esistenza di un piano preordinato per sterminare la famiglia. Nella sua camera, oltre agli apparecchi telefonici, è stato trovato un libro di Agatha Christie dal titolo 'Un cavallo per la strega': in questa storia il protagonista utilizza un metallo velenoso per ammazzare, ma non è chiaro se il ragazzo l'avesse o meno letto.

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Resta il fatto che quel metallo Del Zotto l'avrebbe acquistato con un account con un nome fasullo nella stessa azienda dove anni fa il complice della 'coppia dell'acido' Boetcher e Levato acquistò l'acido per sfigurare la loro vittima. Questa, secondo gli inquirenti, sarebbe una semplice coincidenza.

In questa vicenda di certo c’è il fatto che Mattia, attraverso il suo account di posta elettronica fasullo, avrebbe chiesto informazioni non soltanto sul solfato di tallio ma anche sull’arsenico, un veleno che però è difficilmente reperibile. Sarebbero state sette le aziende contattate per chiedere informazioni prima dell'acquisto della sostanza a Padova. L'errore che ha incastrato Del Zotto è l'aver salvato lo scontrino dell'acquisto in un account cloud ritrovato su uno dei suoi computer. L'interrogatorio di oggi potrebbe svelare nuovi particolari, sempre che Del Zotto decida di parlare al gip. #Nova Milanese